Noi siamo il resoconto ordinato…

TERZA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Luca confessa di aver fatto ricerche accurate su Gesù. Il frutto di queste ricerche sono due libri, il vangelo secondo Luca e il libro degli Atti degli Apostoli. Sono un «resoconto ordinato» che continua ad essere utile ad ogni Teofilo (forse un personaggio fittizio per indicare ogni «amico di Dio») per dare solidità alla sua vita.

Il lavoro di Luca è stato prezioso per la Chiesa e per i cristiani lungo due millenni di storia. Ma è un lavoro che deve continuare. Luca è andato a cercare i testimoni oculari, ma essi ben presto sono morti. C’è stato qualcuno che ha trasmesso i loro racconti e li ha resi familiari nelle prime comunità cristiane. Luca ha ripreso questi racconti e li ha ordinati, ponendoli al servizio della evangelizzazione. Noi talvolta crediamo che ascoltare il Vangelo sia come leggere il giornale. Non è così. Bisogna fare la fatica di lasciar penetrare la Parola che si ascolta – che è parola di Dio – nella carne della vita, altrimenti anche il lavoro dell’evangelista va come perduto.

Nella sinagoga di Nazaret, avviene che Gesù possa dire che si è compiuto ciò che si è ascoltato, perché il brano del profeta Isaia che è stato letto parla di Gesù e Gesù è lì in persona. Oggi, quella persona continua ad essere presente nel corpo della Chiesa che – ce lo dice san Paolo – è il corpo di Cristo, un organismo in cui la testa ha bisogno del piede e l’occhio della mano. Se ciascuno di noi e tutti noi insieme non lavoriamo per costruire questa trasparenza di Cristo nella Chiesa, per gli uomini e le donne del nostro tempo (e anche per noi stessi!) l’Incarnazione di Gesù resta un mistero di opacità. E, purtroppo, molto spesso è così.

Ho la sensazione che la proclamazione del Vangelo nella Messa sia un puro esercizio di retorica (commentato con altra retorica): distrazione e abitudine fanno il resto, e quelle parole scivolano via come acqua sulla pietra. Non v’è certo il clima di cui ci ha parlato Neemia in quella grande assemblea presieduta dal sacerdote Esdra. Ecco perché dobbiamo ritornare a fare il lavoro di Luca, per potere essere noi quel «resoconto ordinato». Un Vangelo vivente.

2 thoughts on “Noi siamo il resoconto ordinato…

  1. Nel nostro tempo, così difficile, noi riteniamo che il compito di costruire, nell’immanenza della Chiesa, la trasparenza di Cristo sia un compito riservato ai sacerdoti e non cerchiamo di lavorare coralmente, lasciando penetrare la Parola nei nostri fragili cuori. Scrive don Agostino:” Se ciascuno di noi e tutti noi insieme non lavoriamo per costruire questa trasparenza di Cristo nella Chiesa, per gli uomini e le donne del nostro tempo (e anche per noi stessi!) l’Incarnazione di Gesù resta un mistero di opacità”. Non è facile esser noi quel «resoconto ordinato», un Vangelo vivente, ma impariamo a dare solidità alla nostra vita soprattutto in questi tempi difficili.

  2. La Parola ( Cioè Cristo, ma anche tutte le parole che hanno raccontato e testimoniato Cristo) è stata data per essere ridetta, cantata. È il nostro compito: con la nostra vita, con le nostre umane parole. In filigrana vi si dovrebbe riconoscere la costante presenza di Gesù che, facendosi uomo, ha reso sacro gli innumerevoli aspetti, gesti della nostra vita. Anche le nostre storie, attraverso di lui, sono storia sacra. Anche i nostri gesti, il nostro parlare dovrebbero essere portatori di luce.

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