Gesù e il precipizio…

QUARTA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Foto di Hobhan da Pixabay

Se avessi potuto essere in compagnia di Gesù su quella strada che se lo portava lontano da Nazaret, avrei cercato di consolarlo. Essere rifiutato proprio lì dove sei cresciuto, Gesù, e sei diventato, da bambino, uomo, non deve essere stata una bella sensazione.

Ti rifiuta proprio chi ti conosce e magari ha ricevuto anche il tuo bene. Si sa, la gratitudine dovrebbe essere una delle reazioni più naturali, invece scatta raramente nella dinamica delle relazioni umane. Prevale quell’insopprimibile desiderio di rendere la vita difficile a chi sa camminare a testa alta. Addirittura, al posto della gratitudine si forma una mania omicida: «lo condussero fin sul ciglio del monte per gettarlo giù». Sembra incredibile che certe cose possano succedere, invece accadono, e a qualcuno, a differenza di Gesù, è capitato proprio di finirci giù, da quel precipizio dell’odio e di essere la vittima designata dell’ignoranza e della pusillanimità (che spesso fa più danni dell’arroganza).

Certo – avrei fatto notare a Gesù – tu li hai molestati con quelle due storie, così imbarazzanti per le orecchie di coloro che si credono i primi della classe. Era proprio necessario tirar fuori la vicenda della vedova di Sarèpta favorita dal profeta Elia? E aggiungere anche la predilezione manifestata dal profeta Eliseo per un generale siro? E calcare la voce su quel «c’erano molte vedove in Israele, ma… c’erano molti lebbrosi in Israele, ma…». Potevi morsicarti la lingua, Gesù, e stare più attento a non aizzare la suscettibilità dei tuoi concittadini. Un po’ di diplomazia non guasta mai e certe cose si possono magari pensare, ma è meglio non dirle!

Insomma, sulla strada che se ne va via da quella Nazaret cattiva, che aveva tentato l’omicidio di Gesù, forse avrei detto queste cose, per cercare di consolarlo e di metterlo in riga (ci provò anche Pietro a dettargli una via più accomodante e quel giorno venne chiamato «satana»). Non c’ero a Nazaret quel giorno e l’evangelista non ci parla di consolatori lungo la via. Ci lascia l’immagine forte di un Gesù coraggioso, poco diplomatico, che cammina deciso. Verso un altro precipizio!

5 thoughts on “Gesù e il precipizio…

  1. Scrive don Agostino: “l’evangelista non ci parla di consolatori lungo la via. Ci lascia l’immagine forte di un Gesù coraggioso, poco diplomatico, che cammina deciso.” Noi non siamo forti come Gesù e abbiamo bisogno di fratelli in Cristo, con cui comunicare. Il blog, in tempo di pandemia, è uno strumento molto efficace per comunicare tra noi amici lettori, che siamo molti, non solo leggendo quanto scrive don Agostino, ma scrivendo un commento. In questi due anni di virus, in cui è difficile comunicare faccia a faccia, ho letto con grande interesse i commenti di Anna, Betty, Gabriela, Mauro e altri. Molti amici per riservatezza o semplicemente per mancanza di tempo leggono il blog, ma non scrivono il commento. Mi permetto di invitarvi a scriverlo; è un modo vitale di comunicare tra chi fa parte del Corpo di Cristo: la Chiesa.

    • L’amico Tino ha ragione: dovremmo approfittare – sempre – di tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione per comunicare, per sentirci vicini, per farci compagnia. Dal vivo, quando è possibile, sui social nei nostri giorni difficili. Ciascuno di noi ha anche il dovere di contribuire all’ annuncio di una Parola che salva. Ciascuno è responsabile di un coriandolo di vita, di grazia, di verità, di esperienza. A tutti un abbraccio

  2. Questo brano evangelico racconta molto di Gesù, del suo carattere, della sua disarmante trasparenza; è un incoraggiamento ad essere, anche noi, così, ma anche un sommesso invito ad essere consolatori e possiamo davvero esserlo sopportando di buon animo tutti gli intoppi della nostra vita.

  3. Grazie : semplice, essenziale, vissuto sulla Propria pelle. Bellissimo il discorso diretto con Gesù col tono affettivo e familiare da “il discepolo che Lui amava’”. È vero che l’invidia di chi ha ricevuto porta spesso al tentativo di distruggere – sopprimere – uccidere, ma Gesù è qui e ci dice “oggi sarai con me in paradiso”…. e non devo rincrescermi se lo dice al ladrone. Auguriamo a chi ci ha fatto tanto male di ammetterlo almeno davanti a Dio. Così che anche noi ci possiamo sentire amati, accolti, protetti come, se non ladroni, almeno un po’ monelli e molto simpatici a quel Gesù che cercava gli occhi dei piccoli… anche i nostri occhi e il nostro cuore. Grazie Gabriela

  4. Ben tornata Gabriela a comunicare attraverso questo strumento vitale (il blog) che abbiamo a disposizione per comunicare, per sentirci vicini, per farci compagnia…

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