Acciaio, fiore all’occhiello all’isola del Giglio. Ma non a Taranto…

«Pochi paesi al mondo avrebbero potuto mettere insieme tanta elettronica e acciaio in così poco tempo per un’operazione di queste dimensioni». Sono parole di Nick Sloane, il sudafricano che ha diretto le operazioni di rimessa in asse del relitto della Costa Concordia. Elettronica ed acciaio fanno, dunque, della nostra Italia un Paese d’eccellenza. Buono a sapersi, nei giorni in cui registriamo l’ennesimo episodio di autogoal in questa difficile partita della ripresa economica. All’isola del Giglio l’acciaio fa sì che diventiamo – a detta di un non italiano – uno dei pochi paesi al mondo capaci di un’impresa unica. A Taranto, invece, un provvedimento del Gip – che qualcuno ha definito sconsiderato – sottrae di fatto alla disponibilità di Riva Acciaio tutti i beni, con un sequestro preventivo penale che pone l’azienda davanti a scelte obbligate di chiusura degli impianti in diverse parti d’Italia. Una nave di morte riprende a galleggiare, ma ce n’è subito un’altra – ben più decisiva – che viene fatta affondare…

Ora la politica – quella stessa politica che arranca da mesi in cerca di soluzioni – è chiamata a gestire l’emergenza, cercando una via di mezzo fra le esigenze giudiziarie e quelle della salvaguardia di migliaia di posti di lavoro. L’italiano medio come me si domanda: era proprio necessario questo provvedimento così punitivo, che innesca una miccia di crisi proprio nel momento in cui gli artificieri della politica stanno disinnescando altre bombe? Insomma: siamo nuovamente impotenti di fronte all’ennesima decisione giudiziaria che taglia le gambe alla ripresa? Io non so rispondere a queste domande, anche se davanti agli occhi mi vedo le tante famiglie italiane che da questa vicenda traggono solo un messaggio di disperazione.

Speriamo soltanto che il naufragio dell’acciaio di Taranto non sia causato da quella stessa mania di protagonismo e dalla smania di fare inchini, che nella sera del 13 gennaio 2012 all’isola del Giglio fece sì che l’acciaio della Costa Concordia andasse a sbattere sugli scogli. Pochi paesi al mondo, purtroppo, sono capaci di farsi del male come la nostra Italietta…

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