Corsivo. «Alto profilo» per il Quirinale?

«Alto profilo». Sento spesso pronunciare questa parola in questi giorni che precedono l’elezione del Presidente della Repubblica. Una scelta che deve durare sette anni. Una scelta di alto profilo. Che individui una persona di alto profilo. Mancano poche ore alla prima votazione e ancora mi sfugge l’alto profilo tanto invocato… Il Movimento 5 Stelle ha organizzato la solita messinscena web, il solito pugno di sabbia negli occhi per far credere che tutto è trasparente. L’«alto profilo» dei grillini si chiama Milena Gabanelli. La candidata sembra abbia accolto con incredulità e commozione questa designazione web, ma è la prima a non crederci.

C’è poi l’«alto profilo» di Emma Bonino, che ho visto in testa in un sondaggio trasversale tra i partiti: la leader radicale gode di favore sia a destra che a sinistra. In questo caso la candidata muore dalla voglia di fare la presidente della Repubblica, e si sa che la lobby radicale è potente. Per fortuna c’è una forza trasversale che la osteggia e quella della Bonino sarebbe una scelta davvero di infimo profilo. Noi speriamo che la Bonino resti dov’è, che è già tanto…

Poi c’è l’«alto profilo» dei nomi che circolano a sinistra: Romano Prodi, Franco Marini, Anna Finocchiaro. Ma il fuoco più acceso contro Marini e Finocchiaro viene paradossalmente da dentro il Pd, soprattutto dalle parole in libertà di Matteo Renzi. Bisogna riconoscere che sono volate parole grosse in queste ore, che fanno temere addirittura una scissione interna nel partito guidato (si fa per dire) da Pier Luigi Bersani. L’unico che resta in piedi – con l’ostilità espressa apertamente da Berlusconi – è Romano Prodi. Lui nicchia, il fratello Franco dichiara che Romano ha l’80% di possibilità di diventare presidente della Repubblica. Ma sarebbe lui l’«alto profilo»? Mi pare lecito nutrire qualche dubbio, visto che, comunque, in passato egli non ha occupato proprio quello che si suol dire un ruolo «super partes».

Le ultime ore diranno se, come successo già altre volte, all’ultimo minuto si troverà un’intesa su un nome che i partiti ed i giornali non hanno fatto. Anche per il Quirinale vale la legge del Conclave che chi entra papa esce cardinale? Forse sì. Sta di fatto che anche un mese fa i nomi papabili spesi prima dell’«extra omnes» sono stati bruciati nelle prime fumate nere dal comignolo della Sistina. Qui la stufa non c’è. Ad essere stufi, a quasi due mesi dalla tornata elettorale, sono gli italiani. I quali si accontenterebbero di un «profilo» di presidente della Repubblica normale, ma capace di rappresentare degnamente almeno i due terzi del Paese. Se si dovesse giungere ad eleggere il Capo dello Stato a maggioranza assoluta (così sarà a partire dal quarto scrutinio), ebbene, aspettiamoci solo le elezioni… Per la politica (anche dei nuovi arrivati del M5S) sarebbe l’ennesima sconfitta.

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One thought on “Corsivo. «Alto profilo» per il Quirinale?

  1. condivido caro don Agostino, purtroppo qui non può darci la mano neanche “lo spirito” e la composizione del nuovo parlamento (p minuscola), forse ha cambiato faccia, ma per ora senza testa !! Non pensano ai milioni di poveri, ai disoccupati…., ai giovani senza lavoro……..solo a stare seduti sullo scranno: I grillini pure !!
    Speriamo che gli ulteriori danni siano limitati ed il Popolo rivotando tra qualche mese rifletta maggiormente !! AUGURIAMOCELO !!!

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