In attesa della fumata bianca!

Fumata neraCon la fumata nera che ha suggellato il terzo scrutinio poco prima di mezzogiorno del secondo giorno di Conclave, siamo giunti ad un momento cruciale della elezione del nuovo Papa. Otto anni fa’ come in questo momento si era alla vigilia della elezione di Benedetto XVI, nel quarto scrutinio, primo del pomeriggio del secondo giorno. Così era stato anche nel primo Conclave del 1978, quando papa Luciani era stato eletto dal collegio dei 111 cardinali.

Ovviamente non ci sono numeri cabalistici o ricorrenze statistiche nei Conclavi: ognuno fa storia a parte, soprattutto a partire da quello del 1903 quando fu eletto Pio X: allora ci vollero sette scrutini e si giunse al terzo giorno, e si dovette registrare anche un veto da parte dell’imperatore d’Austria nei confronti del cardinal Rampolla. Cose per fortuna superate, in una elezione che è da allora sempre più libera da indebite influenze politiche. Semmai oggi i problemi possono essere i condizionamenti da eccesso di comunicazione mass-mediale, ma credo che essi siano facilmente aggirabili dai cardinali, che sono persone avvezze alla grancassa di giornali e televisioni e sanno decidere «secondo Dio» colui che ritengono debba essere eletto.

Da rimarcare che il numero del collegio cardinalizio elettore, che è aumentato considerevolmente – nel 1958 furono solo 51 i cardinali chiamati ad eleggere Giovanni XXIII – e si è diversificato per continenti – nel 1922, quando fu eletto Pio XI non c’era alcun cardinale extraeuropeo e gli italiani erano 30 su un totale di 53 – non è un fattore determinante per la lunghezza del Conclave. Si deve a Paolo VI l’aumento considerevole del numero dei cardinali elettori e della loro componente extraeuropea: si passa dai 79 che elessero papa il card. Montini nel 1963 (solo 22 fuori dall’Europa), ai ben 111 cardinali dei Conclavi del 1978 (con una pattuglia di 56 porporati extraeuropei). Rispetto al 2005 i numeri totali non sono cambiati: 115 cardinali elettori elessero Ratzinger, 115 sono chiamati ad eleggere il suo successore.

Questo tempo pomeridiano che intercorre tra la seconda fumata nera ed il quarto scrutinio potrebbe essere decisivo: sicuramente alcuni nomi sono stati ricorrenti nelle prime tre votazioni ed i cardinali già hanno potuto notare il cambiamento del consenso sull’uno o sull’altro. Tra oggi pomeriggio e domani mattina – se il Conclave dovesse prolungarsi sino al terzo giorno (come fu per l’elezione di papa Wojtyla nell’ottobre del 1978) – i nomi rimasti al palo di consensi anche elevati, ma non ancora sufficienti ai 77 voti necessari per l’elezione potrebbero essere sostituiti da altri nomi magari spuntati timidamente nelle prime votazioni. Ma l’attesa di oggi pomeriggio – con il dialogo che certamente c’è stato nella pausa del pranzo tra i cardinali nella Domus Sanctae Martae – forse è ancora sui nomi dei primi tre scrutini. Il cielo attorno al comignolo della Cappella Sistina potrebbe presto colorarsi di bianco…

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