Assunzione della Beata Vergine Maria. Il faro della nostra vita…

In questa giornata la Chiesa celebra la gloria di una donna, e lo fa non perché ella abbia compiuto chissà quale impresa, ma solo perché, con la sua umile disponibilità, ha permesso che qualcosa di grande si compisse in lei per mano divina. Maria – in un mondo che agli eroi chiede gesti di emancipazione – è una donna il cui atto di sublime realizzazione è stato un atto di ubbidienza. Un «Eccomi!» detto a Dio le ha spalancato la via del cielo, non prima però di aver attraversato la vita terrena in spirito di servizio e donazione. Esattamente questo è il mistero che la Chiesa ci invita a celebrare nell’odierna solennità: Maria ebbe il privilegio di stare da subito a fianco del suo Signore, perché, Vergine immacolata, lo portò in grembo per nove mesi, lo accudì come madre negli anni della vita nascosta a Nazaret, lo seguì come discepola sino alla croce e alla risurrezione e oltre sino alla sua assunzione in cielo.

In questa liturgia la Chiesa ci offre nelle tre letture una sintesi del mistero della redenzione. La prima lettura, tratta dal libro dell’Apocalisse, ci presenta la nostra storia quotidiana letta alla luce della salvezza già realizzata. Non è forse una lotta continua la nostra vita? Non c’è un drago rosso pronto a divorare il bene che pazientemente riusciamo a costruire? Eppure, la potenza del male può trascinare giù dal cielo solo un terzo delle stelle. Un modo per dire che è una potenza imperfetta, già destinata ad essere sconfitta, e sconfitta da un’umile donna, che però è vestita di sole: il frutto del suo grembo è rapito in cielo, sottratto al male, perché è il Cristo, è il Bene fatto carne per la nostra salvezza. Se stiamo dalla parte di Maria, anche il frutto del nostro grembo è destinato al cielo.

Che cosa significa stare dalla parte di Maria ce lo dice la pagina evangelica. È mettersi in viaggio in spirito di umiltà e servizio. Maria porta in grembo il Figlio di Dio, eppure va a servire la cugina Elisabetta, la quale le rivela la sua beatitudine: «Beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Beata. Gesù farà risuonare questa parola nel suo famoso discorso programmatico, dichiarando beati proprio coloro che il mondo non considera tali. Maria in un certo senso anticipa le beatitudini di Gesù, perché ne esprime e ne incarna il senso più profondo: è colei che ha creduto sino in fondo a Dio. Questa è la via anche per noi, se vogliamo stare dalla parte di Maria: credere fermissimamente a quanto il Signore ci ha detto. C’è sicuramente una parola del Signore per ciascuno di noi, dobbiamo credere a questa parola contro ogni evidenza, nella certezza di fede che il Signore in persona la porterà a compimento. Per Maria si è trattato di provare la spada che le trapassò l’anima sotto la croce di Cristo. Per ciascuno di noi la via della salvezza è lastricata di difficoltà, ma se crediamo all’adempimento della parola del Signore, ci mettiamo al seguito di Maria sulla via che porta al traguardo che Ella ha già raggiunto, essere accanto a Gesù Cristo.

È quanto ci ha voluto dire anche san Paolo con il suo linguaggio non sempre immediato: «Se per mezzo di un uomo – Adamo – venne la morte, per mezzo di un uomo – Cristo – verrà anche la risurrezione dei morti». Tutti noi abbiamo qualche caro, parente o amico, che ci ha lasciato in quest’anno, e ne avvertiamo la mancanza, e magari piangiamo ancora la sua morte. Ha ragione san Paolo, quando dice che «l’ultimo nemico a essere annientato sarà la morte», eppure noi oggi sappiamo con certezza che una di noi, una donna di nome Maria, ha già raggiunto questo traguardo che anche per noi si realizzerà alla fine dei tempi: Ella ha sconfitto la morte, non per forza propria però, ma perché grandi cose ha fatto in lei l’Onnipotente. La solennità dell’Assunta giunge, dunque, a consolare i nostri dolori, a confortare le nostre fatiche, a rassicurare il nostro cammino cristiano: anche per noi il Signore ha in serbo grandi cose, se restiamo sulla via tracciata dal Vangelo. La nostra nave, che pure è sballottata dalle onde di un mondo che sempre più assomiglia ad un mare in tempesta, ha la prua rivolta verso un porto sicuro. E, da lì, Maria ci guida come un faro che traccia una luce sicura per la nostra navigazione verso il paradiso.

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