Corsivo. La pensione di Nunzia e le liquidazioni d’oro…

Nunzia aveva 78 anni. Si è tolta la vita, gettandosi dal balcone del quarto piano dell’edificio in cui abitava a Gela. Lo sconforto e la disperazione l’avevano colta dopo che la sua pensione era stata decurtata di 200 euro (da 600 a 400). Temeva di non poter più pagare l’affitto. Altri due casi di vittime della crisi nei giorni scorsi a Bologna e a Verona: un piccolo imprenditore edile di 58 anni ed un giovane marocchino, operaio edile, di 27 anni, che si sono dati fuoco. Il 2012 si era aperto con il suicidio di un imprenditore 47enne di Catania nella notte di San Silvestro: doveva licenziare otto persone e chiudere tre punti vendita e lo sconforto è stato più grande di lui.

Sicuramente in casi simili hanno giocato un ruolo determinante la depressione e l’instabilità psichica, che ingigantiscono la percezione della crisi in maniera disperante. Ma restano aperte alcune domande. La prima: perché in un momento come questo diminuire una pensione già bassa ad una persona anziana? La seconda domanda: perché farlo mentre altre pensioni e vitalizi spropositati e scandalosamente alti restano invece inalterati? La terza non è una domanda ma una constatazione: in queste ultime settimane stiamo assistendo a indagini che riguardano un po’ tutti gli schieramenti politici e che scoperchiano in ogni parte d’Italia corruzioni, ruberie ed uso illecito di danaro pubblico. Quel danaro che non c’è più per garantire una pensione minima ad una povera cittadina di 78 anni, esiste invece per foraggiare i partiti (e i loro tesorieri…) e per continuare a garantire privilegi a coloro che hanno svolto cariche pubbliche (si veda la vicenda deprimente dei diritti acquisiti dagli ex-presidenti di Camera e Senato). Su questo specifico punto si continua a cianciare in Parlamento, ma non si fa mai nulla di concreto, oppure si decidono ridicole riduzioni. L’accetta la si usa con i cittadini e i pensionati, mentre i nostri parlamentari per se stessi preferiscono lo stuzzicadenti…

A luglio dell’anno scorso avevano fatto scalpore alcune rivelazioni di un sito – che invano si cercò di censurare – circa un ampio campionario di privilegi dei nostri parlamentari. E’ sconcertante ogni volta vedere come si alza un polverone con qualche titolone sui quotidiani e servizi nei Tg di punta, ma poi tutto rientra nei ranghi nel giro di una settimana. Il Palazzo sembra immune e sa di poter contare all’interno su uno schiaremento veramente bipartizan (tutte le maggioranze e tutte le opposizioni) e all’esterno su una buona copertura da parte dei mezzi di informazione che contano.

Solo pochi giorni fa è stata resa nota la classifica dei top manager più pagati nelle grandi società di Piazza Affari con liquidazioni da 17 milioni di euro. Penso alla vita di Nunzia, sfracellata sull’asfalto di Gela, e mi viene da dire che questo non è il modo giusto per affrontare la crisi.

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