Un libro per celebrare e vivere il Triduo pasquale

Si avvicina il Triduo pasquale. Segnalo il mio volume pubblicato nel 2010 da Paoline Editoriale, intitolato Incontrare il Risorto. Riflessioni per il Triduo pasquale (pagine 78, euro 8,50). Pubblico di seguito le parole dell’introduzione, rimandando anche ad una recensione e ad un’intervista apparse su “Il settimanale della diocesi di Como” in occasione dell’uscita del libro.

Ogni anno, il mistero pasquale ci raggiunge come un grembo materno reso gravido dallo Spirito. I giorni del Triduo sono l’appassionante cammino percorso da Cristo, celebrato nelle nostre chiese parrocchiali che stanno in mezzo alle case degli uomini, rivissuto nelle nostre esistenze segnate dalla fatica quotidiana.

Per un parroco presiedere i riti del Triduo pasquale è come andare alle origini del proprio ministero. Ma equivale anche a condurre il gregge ai pascoli più prelibati della ricchezza cristiana. Più che raggiungere un centro, si porta il centro nelle periferie in cui l’uomo vive. Il mistero pasquale ha a che fare, infatti, con realtà che portano nomi noti ad ogni latitudine dell’umanità tutta: amore, dolore, speranza, paura, gioia…

Ho pensato di raccogliere in queste pagine il frutto dei Tridui pasquali che ho vissuto con la mia comunità. Naturalmente, qui c’è spazio solo per le parole, ma chiunque abbia vissuto con il cuore anche solo un Triduo pasquale – e non vi abbia solo presenziato, come talvolta capita quando si va in chiesa – sa recuperare anche ciò che sta prima e dopo le parole, dentro quell’emozione eminentemente spirituale che riesce a penetrare anche la carne e a lasciare il segno, talvolta rigando anche di pianto il volto…

Ho voluto riassumere i tre momenti del Triduo in altrettante «forme». Che cosa intendo per «forma»? È la modalità con cui ci raggiunge l’Amore di Dio fatto carne in Gesù. L’amore ha sempre bisogno di una forma per essere umanamente percepito e vissuto. Ad esempio, il matrimonio è senza dubbio l’unica forma dell’amore che unisce per sempre un uomo e una donna. Se non prende questa forma, prima o poi si smarrisce in mille rivoli…

Gesù ha voluto assumere tre forme nella sua Pasqua. A dire il vero, la forma è una sola, è quella del pane, che è la forma perenne che ne perpetua la memoria. Ma essa ha dovuto inverarsi storicamente nella forma della croce. E la risurrezione ha reso necessaria la forma del riconoscimento.

Il percorso parte ogni volta da un incrocio tra due persone, si sedimenta in un luogo, trova il suo significato in un gesto. Ho voluto poi conservare intatte tre omelie e tre preghiere che hanno scandito la mia predicazione nei giorni del Triduo pasquale.

Mi auguro che queste pagine siano utili a qualcuno e conducano a riscoprire la bellezza del mistero pasquale, celebrato ogni anno dalla Chiesa.

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