Prima Domenica di Quaresima. Nel deserto…

La Quaresima è iniziata per noi con le ceneri sulla testa ed ha la sua prima tappa nel deserto, ove Gesù è sospinto dallo Spirito. «Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano»: così descrive l’evangelista Marco quel tempo di quaranta giorni, e aggiunge che Gesù fu «tentato da Satana». Sono tre informazioni che vale la pena di approfondire. Cominciamo proprio da Satana, il tentatore. Oggi, circa il diavolo si rischia di cadere in due estremi: c’è chi non ne tiene conto – qualcuno dice addirittura che non esiste e che si tratta di un’invenzione della Chiesa e dei preti! – e c’è chi, invece, lo vede dappertutto – per cui è sicuro che in ogni manifestazione maligna vi sia il timbro di una possessione diabolica. Ebbene: il diavolo esiste, e… sono una «legione», per usare un termine che troviamo sulla bocca di Gesù per definire Satana. Ma la sua azione non può essere limitata entro i confini di forme di possessione diabolica che si manifestano con fenomeni eclatanti e riconoscibili e che richiedono magari l’intervento di un esorcista. Il diavolo, purtroppo, ama stare nascosto e agire da dentro l’uomo o la donna che, attraverso la scelta della malvagità, dell’invidia, della superbia, gli presta un palcoscenico per fare la sua parte, magari ben mimetizzato sotto una maschera sorridente, paciosa, simpatica. Il diavolo striscia – e per questo lo si raffigura nella Bibbia con il serpente – e rimane nell’ombra, ed è questa manifestazione di Satana che deve trovarci prudenti e forti. Per evitarlo bisogna saperlo riconoscere, ma poi, una volta identificato nella trama della cattiveria umana, bisogna avere il coraggio di evitarlo. Gesù ha fatto proprio questo nel deserto: viene subdolamente tentato da Satana – e gli evangelisti Luca e Matteo ci raccontano in modo più preciso gli argomenti delle tentazioni – ma egli lo mette in un angolo. Non è con l’odio che si vincono le tentazioni di Satana, ma con l’amore, con la trasparenza, con la fortezza, con la tenacia nel bene, con la fiducia, e con una buona dose di santa furbizia…

Gesù stava con le bestie selvatiche. Che significato ha questa compagnia che gli animali fanno a Gesù nel deserto? È un modo per dire che Gesù comincia a riaprire quel Paradiso che Adamo aveva fatto chiudere. Il deserto è come il giardino delle origini in cui nel creato regnava una suprema armonia. Incredibile, vero, che il deserto – luogo così inospitale – sia già il Paradiso, quello che Gesù è venuto a inaugurare! Questo fatto ci deve far cambiare l’immagine del Paradiso che abbiamo: esso non è un non-luogo e un non-tempo che sta dopo questo luogo e questo tempo. La pienezza del Paradiso è alla fine dei tempi, certo, ma il Regno di Dio è già qui in mezzo a noi e dentro di noi. Questo è il messaggio del Vangelo, che non predica affatto un generico rimando ad un futuro di felicità eterna, ma è interessato a dirci che il tessuto dell’eternità si costruisce nel tempo, e che il tempo assomiglia spesso ad un deserto e non ad un giardino, ma è già nel territorio che unisce la storia al Paradiso, è già Regno di Dio. Quindi, è colpa nostra se noi inquiniamo questo mondo e, soprattutto, roviniamo i rapporti interpersonali con i nostri egoismi. La Quaresima, con il suo invito alla conversione, ci dice che già ora e già qui possiamo e dobbiamo costruire il Regno di Dio che Gesù ha inaugurato. Uscendo dal deserto, egli annuncia proprio questo: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino».

Gli angeli di Dio servivano Gesù nel deserto. C’è già presente il Cielo intero con i suoi abitanti spirituali, nel deserto. È un altro modo per dire che il Paradiso è già lì, è già qui. Non pensiamo che il servizio angelico sia una prerogativa di Gesù: ciascuno di noi ha un angelo custode personale che lo protegge e lo accompagna. La preghiera all’angelo custode non è un rimasuglio del libretto di orazioni della bisnonna, ma è un testo da utilizzare e da insegnare al più presto ai nostri bambini. Invece di perdere tempo a sapere come si chiama il nostro angelo, secondo una moda che il new-age ha diffuso anche nel mondo cristiano, impegniamoci a pregarlo!

Nel nostro deserto quaresimale poniamo in primo piano la fede forte che Gesù ci ha insegnato. Sia come una pietra su cui incidere un tracciato di luce e di gioia, verso la Pasqua.

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4 thoughts on “Prima Domenica di Quaresima. Nel deserto…

  1. Grazie don Agostino per questa omelia.
    Molto bella!
    Mi viene da dire che x fortuna esiste il web a cui poter attingere…….grazie ancora!!!

  2. Sai Don questa omelia è forse, una delle più belle che ho sentito…. forse perchè mi ha colpito particolarmente il pezzo in cui parli del diavolo, che si può trovare nelle persone che appaiono ai nostri occhi buone, sincere disponibili….. e poi…….. pronte a pugnalarti alle spalle…. sta a noi identificarle e poi con furbizia metterle da parte!!!! anche se non sempre ci si riesce…..
    Grazie per quello che ogni domenica ci regali….. parole su cui riflettere………..
    Cristina.

    • Nell’angolo va messo il diavolo, cercando sempre di avere amore per ogni persona. Questo equilibrio non è sempre facile da realizzare nelle nostre scelte. Sant’Agostino diceva che si deve amore all’uomo e odio al peccato, perché l’uomo lo ha fatto Dio, mentre il peccato è opera dell’uomo… Sì, ci vuole, oltre all’amore, quella che ho chiamato “santa furbizia” per svicolare via dal demonio senza offendere l’uomo.
      don Agostino

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