L’attesa di Qualcuno che già esiste

PRIMA DOMENICA DI AVVENTO – Anno A

Le parole del Vangelo di oggi ci vengono dette dalla Chiesa nella domenica in cui prende avvio un nuovo anno liturgico e inizia la nostra preparazione annuale alla solennità del Natale.

Gesù fa riferimento a un evento di distruzione – e insieme di salvezza – quale fu il diluvio al tempo di Noè e racconta una parabola che ha per oggetto l’esperienza spiacevole di un furto notturno. Gesù usa immagini e linguaggio che richiamano la fine dei tempi. San Paolo, scrivendo ai cristiani di Roma, lascia intendere che questo tempo storico si va assottigliando – dice: «La notte è avanzata, il giorno è vicino» – e noi dobbiamo registrare che le sue parole ci raggiungono oggi e nel frattempo sono passati ben due millenni, ma le esortazioni dell’Apostolo non hanno affatto perso la loro attualità.

Ecco perché mi pare che, pur restando nella vigilanza di chi non conosce né il giorno né l’ora, dobbiamo cogliere in queste parole un monito a vivere bene ogni tempo presente e, nel concreto, proprio i giorni dell’Avvento di quest’anno. Ciò che attendiamo non assomiglia minimamente ad un diluvio o ad un furto, ma è l’evento più bello che un uomo possa festeggiare: la nascita di un bambino, di Gesù, l’incarnazione di Dio. È l’attesa di Qualcuno che già esiste, che è già in mezzo a noi e ci accompagna nel cammino della vita. Mi direte: ma se c’è già, che senso ha attenderlo? Chiedetelo ad una mamma. Quando aspetta un bambino, si dice proprio così: è in attesa. Eppure il bambino in realtà è già dentro di lei e prende forma giorno per giorno. E che fa questa mamma? Vive protesa solo al giorno del parto? No, vive ogni giorno nella premura per quel figlio che porta in grembo. È attenta ad ogni movimento. Gode già, attimo per attimo, di quella vita che si porta dentro.

Ecco, l’Avvento è così. È un’attesa già abitata da una presenza, quella di un Dio che vuole abitare in mezzo a noi. Il rischio che potremmo correre è lo stesso degli uomini al tempo di Noè: non accorgersi di nulla. L’Avvento ogni anno è unico, ma il nostro nemico è sempre lo stesso, è la distrazione, l’abitudine. Viviamo intensamente questo tempo!

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2 thoughts on “L’attesa di Qualcuno che già esiste

  1. Sì, attendiamo qualcuno che già conosciamo e dunque sappiamo che non ci saranno delusioni, ma da avvento ad avvento un’ attesa più fervida, un amore più grande. Sono giorni in cui memoria ( la consapevolezza di quanto il Signore ha fatto) e speranza ( l’ attesa del compimento perfetto delle promesse) si fondono mirabilmente.

  2. L’attesa di Qualcuno che già esiste! Quando una mamma aspetta un bambino, si dice: E’ IN ATTESA. Il bambino in realtà è già dentro di lei e prende forma giorno per giorno! l’Avvento è l’ ATTESA, già abitata dalla presenza di Dio, di un Dio che vuole abitare in mezzo a noi… Gesù è presente già nella Creazione, ma viene in mezzo a noi attraverso l’Incarnazione. “In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio…E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”. Scrive, avvertendoci severamente, don Agostino: “L’Avvento ogni anno è unico, ma il nostro nemico è sempre lo stesso, è la distrazione, l’abitudine. Viviamo intensamente questo tempo!”

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