Festa di incarnazione

ASCENSIONE DEL SIGNORE – Anno C

Foto di Thanasis Papazacharias da Pixabay

L’evangelista Luca racconta due volte l’Ascensione di Gesù, alla fine del Vangelo e all’inizio del libro degli Atti degli Apostoli. Come a sottolineare che questo evento rappresenta una sorta di cerniera tra la vicenda di Gesù e quella della Chiesa.

Una cerniera che unisce: la vicenda di Gesù non finisce affatto, ma genera quella della Chiesa. Segno, quindi, che Luca considera decisivo questo evento dell’Ascensione. Egli, che ha narrato i fatti relativi all’incarnazione e alla nascita di Gesù, ora narra la sua ascesa dalla terra al cielo. Ma terra e cielo non sono luoghi fisici, ma simboli che cercano di denotare due condizioni di vita che sono in perfetta continuità: Gesù inaugura quello che è il destino di tutta l’umanità.

Per comprendere meglio, possiamo fare riferimento al rapporto strettissimo che c’è tra due solennità dell’anno liturgico: l’Ascensione e il Natale. Vi stupirò dicendo che sono le due feste cristiane della incarnazione di Dio. Una lettura semplicistica porterebbe a contrapporre il Natale – come momento dell’incarnazione e della nascita di Gesù – all’Ascensione – come atto in cui questa incarnazione ha fine – ma si tratta di una visione profondamente sbagliata. In cielo – cioè nella dimensione di Dio, dell’eternità – Gesù porta il suo corpo: l’ha assunto, l’ha portato oltre la morte, ma poi non lo lascia qui in terra, anzi lo porta con sé. Con un gioco di parole, potremmo dire che il Natale rappresenta l’incarnazione di Gesù in terra, mentre l’Ascensione è l’incarnazione di Gesù in cielo. Con il Natale Gesù ha preso un corpo qui in terra per permettere a quanti lo hanno incontrato di vedere il volto del Padre. Con l’Ascensione Gesù ha portato il suo corpo in cielo così che in ogni luogo e in ogni tempo lo si possa incontrare nel corpo della Chiesa, che continua ad essere qui in terra.

E si comprende allora il racconto degli Atti, in cui la domanda degli apostoli lascia intendere che l’attore della costruzione del Regno è Gesù, mentre Gesù risponde dicendo che tutto è affidato alla testimonianza dei discepoli, con l’aiuto dello Spirito Santo. L’Ascensione inaugura la missione della Chiesa. 

2 thoughts on “Festa di incarnazione

  1. Noi pensiamo al Natale come la festa dell’Incarnazione ed è per noi strano pensare all’Ascensione come festa di Incarnazione. Don Agostino con peculiare chiarezza scrive: “il Natale rappresenta l’incarnazione di Gesù in terra, mentre l’Ascensione è l’incarnazione di Gesù in cielo”. Terra e cielo non sono però luoghi fisici disgiunti, ma due condizioni di vita in continuità. Gesù lo possiamo così incontrare in terra nel corpo della Chiesa, della Chiesa missionaria di cui facciamo parte. E allora mostriamo chiaramente di essere cristiani, non dei cristiani spiritualisti e chiusi in se stessi, ma cristiani immersi nella storia a testimoniare, con tutti i nostri limiti, Gesù!

  2. Ascensione e
    Questa è la festa dell’ umanità di Gesù in cielo, ma è anche l’ occasione per riflettere sul mistero di un’ assenza solo apparente, perché lui sarà sempre con noi ( fidiamoci, è sua parola) in quell ‘altro suo corpo che è la Chiesa; non solo, ma è riconoscibile nelle diverse e molteplici situazioni e gesti che ha santificato durante la sua vita terrena. Poi bellissimo quando ci dice : andate, cioè camminate con le vostre gambe e portatemi con voi in ogni momento, in ogni dove; come potete, come sapete purché vi ricordiate di me. Sempre

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