Colpo di testa 105 / La cattedrale imbrattata e l’amore ignorante

Corriere di Como, 19 febbraio 2019

«Luigi ti amo». Effusione verbale sull’onda della festa degli innamorati. Scritta forse su un bel biglietto colorato, come si usava qualche anno fa? Troppo poco, deve aver pensato l’incontenibile fidanzata di Luigi, che voleva farlo sapere a tutti. Avrebbe potuto scriverlo su Facebook, ma, nella nuova era dei social, le deve essere sembrato scontato e banale. Ci vuole la vernice, e rossa per giunta, e bisogna trovare un luogo che possa rendere sacro quel messaggio, così originale e intensamente vissuto. Ecco perché, nella notte di San Valentino, la dolce pulzella ha pensato bene di immortalare il suo amore per Luigi, scrivendolo con una bomboletta spray su una parete della cattedrale romanica di Trani.

Quattro scarabocchi, come singulti disordinati ma sinceri di un amore da spruzzare al mondo intero, su quelle pietre che sono lì da secoli a raccontare ben altro amore. Ma che volete che sia questo freddo amore pietrificato, in confronto all’irrefrenabile bisogno di dire a Luigi che è amato, proprio lui, il 14 febbraio del 2019, proprio da me?

Si rimane senza parole, se non fosse che queste parole le ha trovate il sindaco di Trani, Amedeo Bottaro, che sul suo profilo Facebook ha scritto: «Luigi, hai una fidanzata idiota che non sa minimamente in che guaio si è cacciata con questa porcata. Luigi avvisala, per cortesia. E convincila a ripulire tutto e subito prima che sia troppo tardi. E magari convincila a leggere qualche libro sulla storia della nostra cattedrale: ne ha bisogno».

L’anonima innamorata pugliese è stata giustamente definita «idiota», perché davvero ella non conosce l’idioma, la lingua propria di un popolo, e non sa rispettare nemmeno i muri di una chiesa che questo popolo ha edificato più di nove secoli fa, e crede che le sue parole – magari per il semplice fatto che sono parole d’amore – possano venire prima di tutto e profanare anche il silenzio mirabile delle pietre.

Il sindaco giustamente segnala una grave emergenza culturale, con il tragico venir meno di una memoria storica che trancia il legame con il passato e ottunde la prospettiva per il futuro. La nostra «idiota» ha bisogno sicuramente di leggere, magari anche qualche libro sulla storia della cattedrale di Trani, ma di leggere, ovvero di approvvigionare il suo cuore, così pulsante di «Luigi ti amo», con qualche altra parola che sappia regalare profondità al suo nobile sentimento. E poi, anche l’amore ha bisogno di silenzio e riservatezza, in un mondo in cui tutto sembra precocemente avviato alla chiacchiera.

Dubito, però, che la nostra epigrafista, se avesse conosciuto la storia della cattedrale di Trani, avrebbe evitato il suo gesto. La storia non basta conoscerla, bisogna saperla, cioè portarne il sapore. E anche l’ignoranza in questo caso è colpevole, perché sarebbe stato ugualmente grave, per esternare il proprio bisognino privatistico, imbrattare non il muro di una cattedrale, ma anche solo quello di una abitazione privata costruita da poco.

Per cui credo che la nostra «idiota» dovrebbe essere punita – magari anche pecuniariamente – in modo esemplare. Perché si sappia che l’amore non è un motivo sufficiente per compiere una «porcata», e che non basta ripulire per riparare.

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