Dopo la Cirinnà, che senso ha il matrimonio concordatario?

MATRIMONIO
Leggo sulla mia bacheca facebook il parere di un amico, che, dopo l’approvazione della legge Cirinnà sulle unioni civili, scrive così: «A questo punto, per una coppia di credenti cristiani sposati in Chiesa con Matrimonio Concordatario (quindi valevole anche ai fini Civili), e a cui sta a cuore in primis il proprio vincolo coniugale davanti a Dio, “conviene” da oggi divorziare civilmente. Perché così facendo, e pur rimanendo a vivere insieme nell’amore e nella fedeltà, potrebbero ottenere benefici e assegni per i figli a carico e non dover più fare i conti con cumulo dei redditi famigliari, quoziente Isee, o estenuanti graduatorie per alloggi.  Il paradosso quindi é proprio questo: “conviene” infatti a questo punto smembrare anche “fiscalmente” la famiglia per allinearsi allo smembramento (in)”civile” in corso, che i più chiamano progresso. E ottenerne così immediati vantaggi tra le mura di casa…». Continua a leggere