Custodire e meditare…

MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO

Fiori alla finestra del Rifugio Cason (Rasciesa - Val Gardena)

Fiori alla finestra del Rifugio Cason (Rasciesa – Val Gardena)

Nel primo giorno dell’anno, nella pienezza della gioia del Natale, la Chiesa ci invita ancora una volta a guardare a Maria, la Madre di Dio. Lo ha fatto nel cammino dell’Avvento mostrandoci – nella solennità dell’Immacolata Concezione – ciò che Dio ha voluto fare in anticipo in questa donna in previsione proprio della sua divina maternità. Ora ce la mostra nell’atto di custodire e meditare nel cuore quel mistero dell’Incarnazione che si è realizzato nella sua carne. Davvero Maria è il telaio dell’incarnazione, colei che ha tessuto Dio per noi, donando al mondo Gesù Cristo, vestito della nostra salvezza.

La Chiesa, consapevole dell’unicità della missione di Maria, ce la vuole proporre, però, soprattutto nella sua qualità più umana e più squisitamente femminile: Maria è creatura capace di custodire e meditare nel cuore i fatti e le parole di cui fa esperienza. Sono due verbi da saper coniugare e che bene si addicono ad un buon proposito per l’inizio di un nuovo anno.

Custodire è il verbo della gratitudine e della responsabilità. Ciascuno di noi ha un posto nel mondo, parecchi tra noi hanno operato una scelta di vita rispondendo positivamente ad una vocazione del Signore. Gli anni che passano rischiano di stendere un velo di ruggine sulla freschezza dei nostri «eccomi». Anche l’«eccomi» di Maria – così unico nel suo congiungere una scelta matrimoniale con uno stato verginale – era lontano nove mesi ormai e i pastori le riferiscono cose strabilianti di quel bambino. Di lì a poche settimane il vecchio Simeone parlerà di una spada che sarà capace di ferire la sua anima di madre di Dio. Che fare? Maria non si scompone e comincia a custodire, a proteggere tenacemente la sua scelta da ogni ripensamento. Maria ascolta e tace. Lascia che le parole che rivelano l’identità di quel Gesù rafforzino il suo «Eccomi», che ora le sembra ancora più umile e anche un poco temerario, ma pur sempre riposto nelle mani dell’Altissimo. Guardate che capita la stessa cosa ai nostri «eccomi». La vita s’incarica di aggiungere nuove “rivelazioni”, che talvolta appaiono come vere e proprie spade che penetrano nel cuore. L’altro cambia (forse anche tu, ma te ne accorgi di meno…). I figli deludono. Il lavoro stanca. La moglie invecchia. Gli amici si diradano. La solitudine avanza insieme alla vecchiaia. Gli acciacchi aumentano e la speranza sembra diminuire in un mondo dagli orizzonti sempre più opachi. Maria ci invita a custodire il dono che il Signore ci ha affidato, a mettere in campo la gratitudine e a non chiudere nel cassetto la responsabilità. Custodire è il verbo dell’amore e amare significa accettare la sfida del tempo: la fedeltà – valore oggi completamente dimenticato – è l’unica crema capace di mantenere giovane il volto dell’amore.

Custodire è il contrario di dissipare. Iniziando un nuovo anno vale la pena di proporci di non sciupare nulla di quanto il Signore vorrà donarci, e, stiamone certi, la maggior parte dei doni ci sarà fatta dentro la normalità dei giorni, e, se ne sapremo far tesoro, serviranno proprio a custodire preziosamente i nostri affetti, le nostre amicizie, le piccole gioie quotidiane delle nostre famiglie. Per far questo, Maria ci insegna anche l’arte della meditazione. Il verbo greco usato dall’evangelista Luca significa «mettere insieme», e oggi bene illustrerebbe l’azione di chi mette insieme le tessere di un mosaico o i pezzi di un puzzle. Meditare significa proprio compiere questa azione fondamentale che ridona unità alla nostra vita, sempre così frammentata. Il contrario di meditare è improvvisare, e, purtroppo, oggi l’improvvisazione nella vita è scambiata per creatività e invece è solo pressappochismo. Abbiamo bisogno di un centro. Abbiamo bisogno di trovare un’unità a tutto ciò che viviamo, altrimenti gli avvenimenti ci ingoiano in un vortice di non senso. Si tratta coraggiosamente di vagliare tutto e di trattenere solo ciò che è veramente importante. Ricordandoci che il mistero della nostra vita è grande e che, proprio per questo, lo si scopre poco a poco. In questo nuovo anno ci verrà sicuramente regalato un altro poco… Noi, intanto, cominciamo a scrivere un nome sulle nostre agende, si spera ancora bianche: il nome di Gesù, «come era stato chiamato dall’angelo, prima che fosse concepito nel grembo» di Maria.

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One thought on “Custodire e meditare…

  1. Le ultime sei righe mi hanno toccato perchè ho pensato che quando passiamo vicino ai luoghi dove si offende Cristo, facciamo benissimo a recitare almeno una giaculatoria a Maria Immacolata e così troviamo quel senso per le nostre giornate e sentiamo la carezza di Maria Immacolata. Almeno una volta alla settimana, dare uno “sguardo” in più all’immagine della Madonna non ci fa’ perdere la presenza di Dio. Che bellezza scorgere mentre si cammina, certe edicole con la statua di Lei che aspetta la nostra compagnia.

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