Corsivo. Il conformismo gay contro la scienza e le religioni…

Ho conservato l’articolo di Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della Sera del 30 dicembre scorso e la ripresa del tema del 2 gennaio 2013 (a seguito di una lettera, assai abborracciata, del Probiviro delle Famiglie Arcobaleno, Tommaso Giartosio) con il parere della psicologa Silvia Vegetti Finzi. Quindi, non cito né il Catechismo della Chiesa Cattolica né la Bibbia né un qualche pronunciamento di papa Benedetto XVI. Invito ad andare a leggersi quegli interventi alla luce della sentenza della Corte di Cassazione che ha respinto la tesi secondo la quale il «vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale» sia dannoso per «l’equilibrato sviluppo del bambino».

A parte la considerazione che la sentenza prende una decisione in merito ad un caso preciso – l’affidamento di un bambino, conteso tra il padre, immigrato musulmano, e la madre, che era andata a vivere con una compagna, assistente sociale della comunità di tossicodipendenti in cui, anni prima, si era disintossicata, alla coppia formata dalle due donne (mamma mia, che confusione!) – e che quindi non può essere trasformata in un principio di diritto universalmente valido, mi pare fuori di luogo l’entusiasmo del mondo laicista – vedi, su tutti, la dichiarazione del senatore del Partito Democratico, Ignazio Marino, per il quale «la Corte ha sancito un principio di civiltà: la capacità di crescere un figlio non è prerogativa esclusiva della coppia eterosessuale, ma riguarda anche le coppie omosessuali e i single. E’ un dato confermato dalla scienza». Fuori posto e infondata, perché i giudici dicono proprio che «non ci sono certezze scientifiche» per arrivare a concludere: «è un pregiudizio che avere due madri sia dannoso per lo sviluppo del bambino”.  Delle due l’una: ho ha ragione il senatore Marino che inneggia alla magistratura che agisce su basi scientifiche, o ha ragione la Corte di Cassazione, la quale, riconoscendo (a torto, tra l’altro) la mancanza di certezze scientifiche, si arroga il diritto di sostituirle con una sentenza.

E deve essere così, se stamattina Stefano Rodotà, dalla prima pagina di Repubblica, inneggia alla magistratura come unica alternativa valida alle inadempienze della politica. Scrive che «nei programmi delle forze di sinistra vi sono espliciti impegni ad intervenire» su questa materia. Ma, poi, come faranno queste forze – che evidentemente Rodotà considera già vincenti – a reagire «alle prevedibili resistenze che verranno da quelle forze moderate con le quali sembra indispensabile il dialogo?». Succederà che «ancora una volta i diritti civili saranno sacrificati sull’altare di un povero realismo politico?» Per fortuna, secondo il giurista, c’è la magistratura a sostituire la scienza e la politica.

Ebbene, si sbagliamo i giudici della Corte di Cassazione ad affermare che non vi sono certezze scientifiche, e  sbaglia Rodotà a voler sostituire il Parlamento con la magistratura. Infatti, «studi scientifici importanti ci dicono che il bambino che cresce con una coppia omosessuale è ad alto rischio di problemi psicosomatici, neuropsichiatrici e di depressione, senza contare la confusione nell’orientamento sessuale», come ha spiegato Giuseppe Di Mauro, presidente della Società italiana di pediatria preventiva e sociale. La psicologa Vegetti Finzi – nell’articolo che abbiamo segnalato – giunge a dire che in nome della psicanalisi – e quindi non della Chiesa o di qualunque altra religione – esiste il diritto di chi nasce a «crescere per quanto le circostanze della vita lo consentiranno, con una mamma e un papà».

Quindi la scienza parla, eccome, e bisognerebbe informare i giudici della Corte di Cassazione di tali risultati. Ma pure la scorciatoia invocata da Rodotà non sta in piedi. Nel nostro ordinamento democratico le leggi le fa il Parlamento e non la Magistratura. Quindi è assai pericoloso scrivere che «speranze e fiducia avranno nella magistratura l’unico riferimento, e la politica si scoprirà ogni giorno più povera». Anzi, sentenze come quella di ieri – che rischiano di fare giurisprudenza, a loro volta – rendono povera proprio la politica. Invece, sarebbe necessario che la politica stessa – che è scienza pratica, scientia secunda, come del resto lo è anche il diritto – avesse il coraggio di interrogare non il costume quanto l’antropologia e le scienze umane che ne derivano. Ed i politici cattolici di ogni schieramento, tanto più in campagna elettorale, dovrebbero dirci che cosa hanno intenzione di fare in Parlamento, anche su questo delicato argomento, senza nascondersi dietro il paravento della coscienza. Quelli che hanno paura a defilarsi dal conformismo sui gay – che, a detta di Galli della Loggia, le religioni osano sfidare apertamente – alzino la mano. Sapremo tenerne conto nell’urna, tra qualche settimana…

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4 thoughts on “Corsivo. Il conformismo gay contro la scienza e le religioni…

  1. Complimenti per la capacità che ha di farsi manipolare attraverso la sua ignoranza. Se fosse davvero informato e avesse studiato davvero le ricerche scientifiche saprebbe che quelle correttamente svolte, e quindi anche approvate dai massimi organi internazionali che si occupano di salute, provano tutt’altro. E’ singolare come si pretenda di portare avanti politiche che rovinano la vita delle persone solo sula base dell’ignoranza su determinate questioni sulle quali, tuttavia, si pretende di avere ragione. Non c’è nessuna spaccatura tra gli scienziati onesti e tra le ricerche oneste. L’unica spaccatura è tra quelli intellettualmente onesti e quelli che invece manipolano i risultati dei dati per venire incontro ai propri pregiudizi.
    Beh, me ne rendo conto, affrontare i propri pregiudizi, riconoscerli e quindi riuscire a metterli da parte non è cosa da tutti.
    E’ più semplice parlare senza documentarsi.

    • Quando non si sa più cosa dire si accusa di ignoranza chi invece dice le cose come stanno. La storia della scienza, che sarebbe intellettualmente onesta solo quando va in una certa direzione, è vecchia quanto il mondo. Comunque sono contento di essere in buona compagnia con quella che definisce ignoranza: sono uomini di stato, delle religioni (anche rabbini e non solo vescovi o papa), della scienza e della cultura, e anche tanti gay che evidentemente hanno capito che si vuole solo fare una crociata contro il bene della ragione. Io ho solo a cuore l’unico vero matrimonio – tra un uomo e una donna – e non me la prendo con altre unioni affettive, che però non possono essere matrimonio. E mi sta a cuore la vita delle persone, soprattutto dei bambini, che, sin dal concepimento, hanno i loro sacrosanti diritti…

    • Ho scoperto che Leandra Monachino che mi ha scritto è la presidente dell’Arcigay di Agrigento. Naturalmente grande rispetto per la sua opinione, anche se mi dà dell’ignorante… Per continuare il dibattito, volevo solo riportare qui la dichiarazione di Nathalie de Williencourt, portavoce di Homovox, “un collettivo di cittadini francesi che porta la voce degli omosessuali francesi che si oppongono al progetto di legge del presidente Hollande (vedi la grande manifestazione di domenica a Parigi). Nathalie dichiara: “In Francia ci censurano, si ascoltano sempre le lobby LGBT, parlano sempre loro nei media, ma la maggior parte degli omosessuali sono amareggiati dal fatto che questa lobby parli a loro nome, perché non abbiamo votato per loro e non ci rappresenta”. E spiega: “noi gay non vogliamo il matrimonio. Perché la coppia omosessuale è diversa da quella eterosessuale. Ed è diversa per un semplice dettaglio: non può dare origine alla vita, per cui ha bisogno di una forma di unione specifica che non sia il matrimonio”. E poi Nathalie aggiunge un altro ragionamento di capitale importanza: “Noi crediamo che i bambini abbiano il diritto ad avere un padre e una madre, possibilmente biologici, che possibilmente si amino. Un figlio nasce dal frutto dell’amore di suo padre e di sua madre e ha il diritto di conoscerli. Se le coppie omosessuali adottano dei bambini che sono già privati dei loro genitori biologici, allora li si priva di un padre e di una madre una seconda volta. L’adozione non è un diritto degli adulti, serve a donare dei genitori ai bambini che non ne hanno, ma oggi non è più così”. Che diremo di queste dichiarazioni? Che sono manipolate dall’ignoranza? che sono argomenti omofobi?

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