Il dubbio di Piero Ostellino è anche il mio…

Sabato 29 settembre nella rubrica settimanale del Corriere della Sera curata da Piero Ostellino, Il dubbio, appare un commento che merita di essere letto e, io penso, totalmente condiviso. Purtroppo non sono molti ad essere così chiari nell’indicare la via per una autentica riforma dello Stato: Ostellino pensa che si debba dimagrirlo drasticamente con un taglio netto dei soldi della politica: «Bisogna ridurre l’enorme disponibilità di risorse legislative. amministrative, burocratiche e finanziarie di cui gode la politica. Separare, per quanto possibile, i soldi dalla politica». La stessa denuncia della corruzione – che di solito è fatta da sinistra quando colpisce la destra e da destra quando riguarda la sinistra – è ideologica e illusoria: «Nel migliore dei casi – scrive Ostellino – le denuncia è una petizione moralistica, nel peggiore, uno strumento di propaganda. Il cittadino resta all’oscuro delle cause sistemiche della corruzione – l’occasione che fa l’uomo ladro – e, quindi, della sola arma atta a combatterla: il cambiamento dell’ordinamento che la produce». Proprio così, è il sistema che va cambiato e bisogna togliere ai politici ogni occasione, come anch’io ho già avuto modo di scrivere sul mio blog. Ha ragione, dunque, Ostellino quando afferma: «Sono rimasto il solo a dirlo». Ma può consolarsi: c’è qualcuno che la pensa come lui, anche se la sua voce è certamente più autorevole e, si spera, ascoltata. E poi sono tantissimi i cittadini italiani che la pensano così, purtroppo impotenti di fronte al muro di gomma eretto dai membri del Palazzo. Sono d’accordo con Ostellino anche quando egli critica apertamente «la dissennata politica fiscale del governo tecnico – l’opposto di ciò che si doveva fare – « che «ha dato il colpo di grazia al Paese già in declino». Chi sogna un Monti-bis (su quali basi, poi? elettorali? cioè Monti si candiderà, chiedendo il voto ai cittadini?) in fondo continua ad ammiccare al mantenimento di questo sistema (che incoraggia la disonestà), a cui il governo dei tecnici fornisce una comoda coperta. Mi ripeto: non vedo affatto la volontà chiara di cambiare veramente le cose, ma solo il tentativo di propinare l’ennesimo numero di illusionismo che offende l’intelligenza del popolo italiano.

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4 thoughts on “Il dubbio di Piero Ostellino è anche il mio…

  1. Caro don Clerici, condivido una parte dell’articolo di Ostellino e dei suoi commenti, ma mi sorge spontanea una domanda : cosa possiamo fare noi cittadini per far dimagrire la politica e gli emolumenti a deputati e senatori? Un provvedimento del genere dovrebbe essere varato dal Parlamento, ma lei pensa o spera che ciò possa avvenire con circa 400 tra deputati e senatori che sono condannati in 1° o 2° grado (uno almeno anche in via definitiva) ed un numero “enorme” di “solo indagati” per corruzione, malversazioni, ecc.? Lei ha visto la trasmissione della Milena Gabbanelli (REPORT) andata in onda ieri sera, domenica 30/9, su RAI3? E con quale sfacciata protervia gli intervistati hanno respinto l’idea di dimettersi dalle loro cariche? e con quale imperturba- bile faccia tosta hanno dichiarato tutti (tranne uno!) che si ricandideranno alle prossime elezioni “se i loro partiti” lo richiederanno? E con una classe poliitica inquinata da tale gente, lei nutre la speranza di una legge che riduca i “grassi” emolumenti di quegli scalda-banchi della Camera o del Senato?

    Non condivido invece la seconda parte di quanto lei ha citato dell’articolo di Ostellino e sulla “dissennata politica fiscale del governo tecnico”. Criticare e
    dissentire è ovviamente libero, ma mi avrebbe fatto piacere leggere anche qualche “proposta” costruttiva : cosa avrebbe dovuto fare Monti per prendere il Paese per i capelli e salvarlo da una fine “greca” (ed sembra anche “spa-gnola”? Voglio chiarire che io sono un pensionato che periodicamente deve attingere ai suoi non pingui rsparmi per vivere dignitosamente quindi non sono un nababbo -come tanti- che se ne possono infischiare di come vanno le cose.
    Magari potessimo avere un Monti-bis democraticamente eletto! Ma temo che i “politici” tipo Berlusconi e Bersani e Soci non lo vorranno neppure sentire!
    Questa sarebbe la mia speranza. ma purtoppo vana:
    Chissà se troverà il tempo e la voglia di rispondermi?
    Un coridale saluto
    Nicolò Parodi

    • Con immenso piacere le rispondo. Per quanto riguarda il dimagrimento della politica – quello che io auspico come un vero e proprio impoverimento – ho poche speranze anch’io finché abbiamo questa classe politica. Eppure resta l’unica strada. Le leggi nel nostro regime democratico le fa il Parlamento, e questo Parlamento non è affatto disposto a tagliarsi gli emolumenti ed i privilegi. Proprio per questo mi aspettavo maggiore coraggio dal Presidente della Repubblica – che invece si limita a qualche moralistico appello contro la corruzione, ma del resto è anch’egli parte di questa classe politica – e dal Presidente di un Governo che dice di essere tecnico e quindi non legato agli interessi degli schieramenti. Monti avrebbe dovuto proporre con coraggio un decreto legge di impoverimento della politica e minacciare i partiti di andarsene a casa (e di mandarli a casa!) se non l’avessero votato. Non lo ha fatto, perché a Monti manca la forza della politica, quella forza che invece i politici hanno anche se la usano solo a proprio vantaggio. Un secondo governo Monti avrebbe come risultato di far continuare questa impasse, senza giungere a nessuna legge. E qui mi innesto alla critica aperta che Ostellino rivolge alla politica fiscale di Monti. La sua ricetta è stata: aumento della tassazione, imu sulla prima casa, incremento dell’accisa sulla benzina, risparmio sulla spesa… Tutto ciò che avrebbe potuto fare anche la politica e che in passato già le due coalizioni avevano fatto. Monti del resto ha fatto tutto ciò che i partiti hanno voluto votare, nulla di più… Da un tecnico ci si aspettava più coraggio e meno corporativismo. Monti non ha toccato alcuni settori, se l’è presa con tutti allo stesso modo, colpendo i meno abbienti e intaccando i risparmi dei pensionati (come la sua testimonianza dimostra) senza toccare i privilegi delle varie caste, senza diminuire i super-stipendi dei manager o costringere le banche ad usare i soldi dell’Europa per aiutare l’impresa e i cittadini. Qualcuno lo ha accusato di essere il capo di governo della banche, e questa accusa non mi sembra del tutto infondata. Comunque sia, se Monti vuole fare il capo di un Governo eletto e non il capo del Governo del Presidente della Repubblica, deve presentarsi democraticamente alle elezioni, non può più fare il tecnico. I cittadini lo possono eleggere democraticamente? Certo, ma lui deve metterci la faccia “politica” non solo quella “tecnica”. Se siamo veramente stanchi di Berlusconi, Bersani, Casini, Fini, Rutelli e altri nomi, non votiamoli più. Anche se dobbiamo accettare che il meccanismo democratico non sia affatto perfetto, anzi la logica della maggioranza spesso non corrisponde alla logica della verità. Una proposta chiara ce l’avrei: chiediamo che nel programma elettorale ci sia un testo di legge chiaro e perentorio di taglio netto dei soldi della politica (zero soldi pubblici con l’unica possibilità di ricorrere al 5 per mille da parte dei partiti, cioè versamento volontario da parte dei cittadini) con la promessa che diventi legge dello Stato entro cento giorni. Se Monti ha il coraggio di uscire allo scoperto così, credo che verrà eletto democraticamente con schiacciante maggioranza. Dubito però che questo coraggio ce l’abbia. Tornerà a fare il professore…

      • Caro Don Clerici,.
        avrei diversi èunti da ddiscutere, ma mi limito ai pochi che seguono perché non mi sembra opportuno aprire un dibattityo in questa sede. I punti sono :
        1) non sono un costituzionalista, ma ritengo che il Presidente Napolitano pos-sa fare ben poco, più che lanciare appelli, per la soluzione che piacerebbe tanto a lei, a Ostellino, a me e ….. a cinquanta milioni di italiani onesti e stufi.
        2) neanche il Governo ha ol potere di intervenire in quella direzione. Un decre-to legge potrebbe essere preentato, ma pensa lei che potrebbe essere tramutato in legge entro i due mesi previsti dalla costituzione?
        3) sono d’accordo che i provvedimenti presi dal governo Monti avrebbero potu-to essere presi daagli altri, ma perché non lo hanno fatto portandoci sull’orlo del pecipizio? Lei sicuramente ricorderà che nel settembre 2011 l’ineffabile signor Berlusconi ci diceva che i istoranti erano pieni, che la gente andava in vacanza, ecc. ecc. e che uindi la crisi era una “balla” che qualcuno voleva far-ci credere per scrditare il suo governo?

        Non sostengo che Monti sia perfetto, ma ritengo che sia di qualche spanna al di sopra di qualunque politico (attuale) ed ha comunque il merito di avere riguadagnato al nostro Paese quel rispetto e quella stima internazionale che erano caduti molto, ma molto in basso. Quanto a “come votarlo” democratica-mente, al momento non si vede come ma spero in un’evoluzione positiva nei prossimi mesi. Per ora mi limito a prendere nota con piacere della dichiara-zione rilasciata a New York, poi vedremo.

        Con tanta stima e cordialità
        Nicolò Parodi

  2. Le principali cause sistemiche della corruzione, a mio parere, sono :
    a) la volontà corruttrice del corruttore;
    b) la scelta deliberata di farsi corrompere.
    Finchè tutto non viene ricondotto alla individuale responsabilità dei propri atti (a maggior ragione se pubblici/politici) anzichè annacquarle ‘accusando’ una entità apparentemente astratta come il ‘sistema’, sempre secondo me, non ne usciremo in maniera decente.

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