Santa accisa! Anche Monti è devoto alla tassa sulla benzina…

Ci risiamo. Quando non si sa come e dove tagliare per recuperare i soldi da destinare all’emergenza (stavolta è il terremoto in Emilia), la soluzione magica che rende monotoni e identici i governi politici e quelli tecnici è una nuova tassa sulla benzina. Si chiama accisa: d’ora in poi saranno due centesimi in più al litro, ma le accise sul carburante pesano complessivamente per oltre il 50% sul prezzo della benzina. Si cominciò nel 1935 con la guerra in Abissinia (1,90 lire come pagamento per le spese militari). Poi vi furono le 14 lire di incremento legate alla crisi di Suez (1956), le 10 lire per il Vajont (1963), le 10 lire per l’alluvione di Firenze (1966), le 10 lire per il terremoto del Belice (1969), le 99 lire per il terremoto del Friuli (1976). Nel 1980 si decise un aumento da 75 lire per il terremoto dell’Irpinia. Ma poi 100 lire furono aggiunte per finanziare la missione italiana in Libano nel 1982 (altre 105 l’anno successivo). Nel 1996 un incremento di 22 lire sulle accise servì ad aiutare la missione in Bosnia, Nel 2003 l’aumento (da 0,017 euro) per il contratto degli autoferrotranvieri. Nel 2005 0,005 euro vennero aggiunti per il rinnovo degli autobus pubblici. Nel solo 2011 le accise salirono cinque volte: il 6 aprile (+0,0073 euro) per finanziare il Fondo Unico per lo Spettacolo, il 1 giugno (+0,0400 euro) per l’emergenza immigrati, il 1 luglio (+0,0019 euro) per finanziamento nuovamente il FUS, il1 novembre (+0,0089 euro) come contributo per la ricostruzione legata alle alluvioni in Liguria e Toscana, e il 6 dicembre (+0,0820 euro), con il decreto cosiddetto “Salva Italia”. Ebbene, lasciamo pure vivere le accise dal 1982 in poi (e sono già passati trent’anni!) ma quelle precedenti sono proprio anacronistiche! Non avrebbero dovuto essere state tolte da molto tempo? Si potrebbe allora girare alle popolazioni dell’Emilia Romagna le accise dell’Abissinia, della crisi del Canale di Suez, del disastro del Vajont, dell’alluvione di Firenze e dei terremoti del Belice, del Friuli e dell’Irpinia, invece di aggiungere l’ennesima accisa che resterà per sempre attaccata al prezzo del carburante. Ma no. Il premier Mario Monti ha poca fantasia ed è anche lui un devoto di questa tassa italica che grava sui nostri serbatoi. Niente di nuovo, dunque, sotto il sole… Purtroppo.

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One thought on “Santa accisa! Anche Monti è devoto alla tassa sulla benzina…

  1. Un modo questo di far lievitare ancora i costi: i carburanti servono non solo a chi va a spasso, ma sopratutto a chi lavora e produce. Le aziende stanno già soffrendo; la contrazione di utili diminuirà il gettito fiscale e avremo bisogno di altri tecnici che inventano nuove tasse. Speravo che almeno questa volta i politici che osannano i tecnici, avessero il coraggio di rinunciare ai loro previlegi (finanziamenti partiti o come vogliamo chiamarli).
    Chissà se i cattolici in politica si ricordano qualche volta del Vangelo??
    Dio ci aiuti!!

    Luigi

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