SEDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

C’è grande movimento sulla scena. E stride con la meta che Gesù promette agli apostoli: «un luogo deserto». Ma andiamo con ordine.
I Dodici sono rientrati dalla missione e mettono al centro la persona di Gesù, gli si radunano intorno e gli raccontano «tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato». Sembra di cogliere un grande entusiasmo in questo strano incontro di verifica (così lo chiameremmo noi). Gesù ascolta e sembra non voler entrare nel merito delle dinamiche della missione. Gli interessa che i discepoli possano raccontare e gli preme stare ad ascoltare.
E poi rilancia la missione in modo inaspettato: c’è bisogno di riposarsi un poco, stando in disparte fuori dal vortice della folla che andava e veniva. La missione cristiana non è solo andare, ma è anche tornare e restare in disparte. C’è la dimensione del silenzio, della solitudine, dello stare dietro le quinte, che è anch’essa importante. Ricompare la barca, e questa volta essa è strumento di fuga dalla folla verso il luogo deserto in cui stare un poco con Gesù.
Ce la immaginiamo la scena: in tredici tagliano il mare per approdare nel luogo del meritato riposo, e la gente corre lungo la riva per precederli in quel posto che tanto segreto non dev’essere. La folla arriva prima e il piano di Gesù è scombussolato. Egli, che si era commosso davanti ai suoi missionari stanchi, ora ha compassione di tutte queste pecore senza pastore. Capisce che cercano qualcuno più che qualcosa. E si mette a «insegnare loro molte cose».
Proprio così, la prima carità che Gesù fa a gente smarrita è aiutarli a sapere con quali criteri guardare alla vita, come affrontare il presente con quattro idee in testa e nel cuore e non preoccupati soltanto di avere quattro soldi in tasca o qualcosa nel piatto. Insegnare, cioè: offrire la chiave per entrare nei segni. Siamo smarriti perché non sappiamo più leggere i segni dei tempi. Riceviamo tante istruzioni e informazioni – quasi che la vita possa essere gestita come un elettrodomestico – e ci manca proprio quell’insegnamento che sappia offrire una visione unitaria per poter leggere la vita e la storia.
Scrive Don Agostino: “Siamo smarriti perché non sappiamo più leggere i segni dei tempi.” Siamo in questi mesi bombardati da informazioni a volte corrette, ma a volte distorte (televisione, giornali, web, ecc.). Ci manca l’insegnamento che permetta di avere una visione, uno sguardo per leggere la vita e i segni di Dio. Non siamo più capaci di vivere la dimensione del silenzio, della solitudine, per ascoltare la vera Parola… Tino
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ci sono troppi pastori oggi
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