Né turisti né viandanti ma pellegrini!

DICIANNOVESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

«Siate pronti!»: parole che la Chiesa ci ripete sempre all’inizio dell’Avvento, per cui siamo abituati a legarle al Natale; invece, l’Avvento è proprio il tempo liturgico che più assomiglia a tutta la vita. Essere pronti e vigilare.

L’immagine usata da Gesù è quella del ladro che scassina la casa. Una immagine negativa che noi abbiamo interpretato così: non sappiamo quando moriamo, per cui dobbiamo essere sempre pronti. Ma vediamola positivamente, invece: è il Signore che torna dalle nozze e, se ci trova pronti e svegli, diventa Lui il nostro servitore. È una immagine bellissima del Paradiso, della nostra vera casa: Gesù è a servizio della nostra vita; noi pensiamo che egli voglia portarcela via, invece la vuole in abbondanza per noi.

L’immagine usata da Gesù nella parabola è composta da due segni: con la veste stretta ai fianchi, nell’atto di chi deve essere pronto a servire; con le lampade accese, perché si deve aspettare sino alla notte. Con la veste stretta ai fianchi: oggi diremmo, con l’abbigliamento adatto a camminare nell’agilità del movimento. Essere pronti è essere sulla strada. Ma esserci non da viandanti, e nemmeno da turisti, ma da pellegrini. Il viandante sta sulla strada, ma non ha una meta (Kerouak: «Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati. Dove andiamo? Non lo so, ma dobbiamo andare»). Il turista gode di vedere cose nuove e di girare in posti sempre diversi, ma ha in animo di tornare alla casa da cui è partito. Per il pellegrino ogni sosta è provvisoria, perché ha una destinazione ultima e dirige lì ogni suo sforzo (Chieffo: «Cammina l’uomo quando sa bene dove andare»).

Lo sguardo del pellegrino sa che il presente nasconde e insieme rivela i segni del cammino: le cose e le persone sono segnali da accogliere e decifrare perché conducono al Paradiso. Con le lampade accese e non a fari spenti: oggi diremmo, con attenzione durevole. La nostra vita attraversa momenti di buio, e la fede è quella lampada posta sulla cima di un lungo bastone che non fa luce sul luogo in cui siamo ma là dove siamo diretti e dobbiamo andare…

5 thoughts on “Né turisti né viandanti ma pellegrini!

  1. Andare, non avendo presente solo la meta, ma con la consapevolezza che ogni passo, ogni tratto di cammino ha in sé un senso e una bellezza; perché l’ andare ci trasforma, ci conferma, ci educa. La strada non semplicemente si snoda sotto i nostri passi, ma si “fa”, si delinea a seconda dello sguardo con cui l’affrontiamo.

  2. Scrive con chiarezza Don Agostino: “Essere pronti è essere sulla strada. Ma esserci non da viandanti, e nemmeno da turisti, ma da pellegrini.” La nostra vita attraversa momenti di buio ed oggi il buio è profondo per le guerre, la pandemia, la siccità, la conseguente carestia… Eppure, se saremo capaci di essere dei veri pellegrini, la fede ci aiuterà a non avere paura del buio, ma farà luce “là dove siamo diretti e dobbiamo andare…”

      • Quindi un Cristiano può fare il turista per riposare e per ammirare il creato; non deve però dimenticarsi di essere un pellegrino. Dubito invece di alcuni pseudo-pellegrinaggi che sono solo turistici…

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