Colpo di testa 39 / La piaga dei roghi e la corsa dei cretini

Corriere di Como, 25 luglio 2017

Mentre godo il beneficio termico di un provvidenziale temporale mattutino, la televisione continua a parlare di siccità e di incendi. Mi domando: «Perché tanti incendi in questo mese di luglio?». In una sola settimana sono bruciati gli stessi ettari che erano andati in fumo nell’intero 2016. La risposta non è univoca.

I cosiddetti piromani – cioè coloro che godono nel veder bruciare, perché affetti da una vera e propria ossessione per il fuoco – sarebbero responsabili al massimo del 15% degli incendi: essi li accendono, poi spesso avvisano i vigili del fuoco, contemplano la scena o addirittura partecipano all’opera di spegnimento. L’autocombustione è rarissima: oltre alla forte siccità, è richiesta una temperatura superiore ai 50°. Il degrado ambientale non è sufficiente a generare incendi, serve che qualcuno butti un mozzicone di sigaretta, e questo purtroppo accade, ai bordi di strade e autostrade. Gli esperti dicono che la causa dell’80% dei roghi e soprattutto di quelli più vasti e disastrosi sia da attribuire agli incendiari, cioè a coloro che appiccano il fuoco razionalmente, volendolo fare, né per piromania né per distrazione o incuria.

E qui si apre il mondo variopinto – ma sono tonalità di grigio – della stupidità e della malvagità umana. Una voragine in cui è difficile districarsi. All’origine ci sono sicuramente i famigerati soldi, ovvero interessi finanziari che richiedono la terra bruciata per farci poi affari o per impedire ad altri di farne. Da noi in Italia ci sono persone che ridono già la mattina dopo i terremoti più disastrosi, fregandosi le mani per l’opportunità di lauti appalti per la ricostruzione. Gli incendi, oltre a distruggere un secolare patrimonio boschivo, creano spesso un grave dissesto idrogeologico: servono tanti soldi per sanare le situazioni, soldi da spendere per progetti e lavori in un periodo lungo. Affari, insomma.

Ma vi è un livello di stupidità umana che è esente anche da questa fame di danaro: c’è chi agisce mosso unicamente dal divertimento di distruggere. Purtroppo, questa mania è diffusa. Fa caldo, ci si annoia, che si fa? Dai che si brucia un bosco, così si fanno lavorare i pompieri e i turisti scappano! La noia è spesso all’origine dei peggiori crimini, e, ahimé, la macchina del divertimento – in funzione a pieni giri soprattutto in estate – produce tanta noia e voglia di trasgressione. Il vandalismo è lo sbocco della noia. Nei giorni scorsi, ad esempio, qui a Como qualche annoiato è entrato nel Cimitero Monumentale per giocare a pallone, perché in un prato o su una strada è troppo comune, bisogna fare qualcosa di veramente trasgressivo! Lo stesso meccanismo può portare anche ad accendere roghi, per farci una risata e… “vedere sulla gente l’effetto che fa”.

C’è un ulteriore meccanismo malato generato dal vandalismo, ed è l’emulazione. Una volta forse valevano i buoni esempi, e si cercava di imitare il più bravo, il più disciplinato, il più intelligente. Forse. Oggi fa scuola il più cretino, il più disinibito, il più sregolato. Accende un fuoco? Mi faccio dire come si fa, e lo accendo anch’io… e lo faccio meglio, e lo faccio più grande!

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