Diciannovesima Domenica del Tempo Ordinario. La preghiera, l’amore e la fede…

La pagina evangelica di domenica scorsa – quella della moltiplicazione dei pani – insisteva sulla compassione di Gesù per la folla. Facile concludere che uno è misericordioso quando dà il pane da mangiare. Ma Gesù dimostra la sua compassione – il suo immedesimarsi nella vita delle persone – anche in un altro modo, che è meno evidente ai nostri occhi. Sfama la folla e poi la congeda per ritirarsi a pregare. Anche la preghiera è un autentico gesto di misericordia e di carità: la necessità di amare gli altri comporta anche la necessità di allontanarsene per essere loro più vicini con la preghiera. La preghiera davvero approfondisce i rapporti tra le persone, andando oltre quella quotidianità abitudinaria che spesso si riduce ad un vivere gomito a gomito senza profondità e spessore spirituale. Chissà se ci capita di desiderare uno spazio di silenzio per pregare per le persone a cui più teniamo. Gesù ci insegna che l’amore è composto essenzialmente di due azioni fra loro complementari: egli prima parla di Dio alla folla, poi parla a Dio di loro. Bisogna proprio imparare a dare questo spessore alla nostra vita. Un consiglio concreto: sgranando il rosario – una preghiera semplice che può essere fatta durante la giornata anche mentre si va in macchina o si fanno i lavori domestici – perché non attaccare ad ogni Avemaria il nome delle persone che più ci stanno a cuore o per cui è più necessario pregare?

C’è un secondo pensiero che possiamo trarre dalla pagina evangelica odierna, e riguarda il cammino del discepolo, qui raffigurato da Pietro. Tutti i discepoli sulla barca gridano dalla paura, vedendo Gesù camminare sul mare. Solo Pietro, però, da quella paura sa trarre il coraggio della fede. Il racconto è denso di particolari significativi. La barca in mezzo al mare, con sopra i discepoli, è un’immagine sin troppo evidente della comunità dei cristiani, della Chiesa che veleggia in mezzo al mare di questo mondo. Dove sta Gesù? Sembra assente, sembra lontano. Anzi, egli lascia la sua Chiesa in balìa del vento contrario sino alla fine della notte, eppure in quel momento egli sta proprio pregando, per la folla ma anche per i suoi discepoli, per la Chiesa. Rischiamo di credere che siamo nel cuore di Cristo, perché tutto ci va bene. Non è così: noi siamo nel cuore di Cristo, non perché ci è eliminata ogni paura e ogni rischio. Essere nel suo cuore significa essere nella condizione migliore per poter affrontare ogni paura e ogni rischio.

Pietro ci rappresenta assai bene lì in mezzo al mare. Giovanni Crisostomo fa notare che Pietro non chiede a Gesù: «Comandami di camminare sulle acque». Ma dice: «Comandami di venire verso di te». Pietro desiderava stare vicino a Gesù, lo amava al punto di rischiare una cosa che normalmente un uomo assennato non fa: scendere dalla barca… Egli non vuole camminare sulle acque, ma vuole avvicinarsi a Gesù, nonostante in mezzo ci sia l’ostacolo costituito dal mare. È proprio vero che solo da un amore grande può originarsi una fede grande! Eppure, Pietro che già cammina sul mare si lascia poi intimorire dal vento. Commenta Giovanni Crisostomo: «Dopo aver superato l’ostacolo maggiore, stava per soffrire a causa di quello minore, vale a dire l’impeto del vento, non del mare. Così è la natura umana: spesso riesce nelle grandi cose e poi si lascia vincere da quelle piccole». Il fatto è che quando abbiamo fede e fiducia in Gesù, allora avanziamo; quando guardiamo le nostre difficoltà, ci prende la paura ed affondiamo. È quello che succede a Pietro. Anche allora, però, ci resta il grido che è la radice della fede: «Signore, salvami!».

Sappiamo che proprio Pietro, di lì a poco, sarà scelto come il fondamento della Chiesa, eppure qui egli ci appare fragile. Gesù lo chiamerà proprio Pietro, la roccia, e su quella roccia vuole edificare la sua Chiesa. Ebbene, la roccia è… uno che affonda. Non scandalizziamoci: è solo Gesù che può fare di uno che affonda la roccia solida della sua Chiesa. Evidentemente Gesù preferisce uno che affonda, animato però dall’amore e dalla fede. Sceglie uno che trova il coraggio di avvicinarsi a lui, abbandonando la sicurezza della barca. Per rendere davvero solida la barca della Chiesa, quelli che stanno sempre a galla non sono adatti!

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One thought on “Diciannovesima Domenica del Tempo Ordinario. La preghiera, l’amore e la fede…

  1. C’è tanto da imparare da una preghiera scritta da S.Veronica Giuliani che potrebbe aiutare tante persone a cambiare la loro attitudine: “O mio Dio d’amore ardente, tu che sei così potente, tira a te questo cuor mio, e distruggi in me quest’ io “. Grazie.

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