Sospensione del miracolo dell’incarnazione

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(Foto AC) Tramonto sul Sella da Selva Gardena, la sera del 6 agosto 2001

Debbo ammettere che il raccontodella trasfigurazione mi predispone al silenzio. Qualche volta mi pare di vedere Gesù che dà un aiutino a tre dei suoi apostoli. Il suo volto brilla come il sole, le sue vesti sono candide come la luce. E Pietro?

Vuol fare tre capanne. E quello che dice mi pare lo stesso che Dio disse, creando, ogni sera: «Che bello!». E poi mi piace che le trasfigurazioni avvengano non in spiaggia tra un ombrellone e l’altro, ma in montagna. Ma poi non chiedetemi che cos’è la trasfigurazione. Sarà che sono un tipo poco incline alla mistica, ma io non lo so bene che cosa sia avvenuto sull’alto monte. Un giorno osai proferire una definizione che l’uditorio non apprezzò. Ma forse solo non capì.

Del resto, quando non si hanno le idee chiare su una cosa, è meglio tacere (lo diceva anche Wittgenstein). Dissi che sul monte era avvenuto non un miracolo, ma esattamente il contrario. Avvenne la sospensione di un miracolo. Oggi cerco di spiegarmi meglio. La parola di Dio divenne una persona umana e tale la vedevano gli uomini e le donne del suo tempo, compresi i suoi discepoli. Per loro Gesù non era affatto un miracolo, eppure l’incarnazione – Dio prende una carne umana – ebbe come primo risultato quello di fare dell’umanità di Gesù la trasparenza del Padre. Filippo fu come costretto a riconoscere che vedere Gesù equivale a vedere il Padre (Gv 14,9).

Una cosa prodigiosa era diventata quotidiana. Questo è il miracolo: Dio figurato in un uomo che mangia, dorme, predica, prega, stringe la mano. Sull’alto monte il miracolo dell’incarnazione è come messo tra parentesi: la figura umana di Gesù viene trans-figurata ed esce dal tempo; si vede bene, allora, la luce del Verbo, si vede come l’origine. Noi siamo stati abituati a parlare del peccato originale, ma più originale ancora del peccato c’è la comunione, l’amore originale.

È quello che vedono i tre discepoli. In una parola viene loro anticipata la bellezza del Figlio di Dio che, scendendo dall’alto monte dovrà presto salirne un altro.

5 thoughts on “Sospensione del miracolo dell’incarnazione

  1. Buongiorno don Agostino,
    ho compreso e apprezzato il discorso sulla trasfigurazione come sospensione del
    miracolo dell’incarnazione. Certo è che i tre apostoli sono stati privilegiati, a noi invece è dato di riconoscere Cristo che si rende trasparente in chi lo
    ama e riesce a renderlo trasparente ancora oggi per le strade del mondo.
    Buona seconda domenica di quaresima

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  2. Tecnicamente la tua definizione è azzeccata.
    Noi non eravamo sul monte e non possiamo sapere, di certo la luce doveva essere tutta speciale ( è il mio unico azzardo).
    Quando vi salii non provai emozioni particolari forse distratta dal fastidioso e continuo chiacchiericcio dei pellegrini.
    Ma è una costante della mia vita: avverto la presenza di Gesù nella normalità quotidiana e nella Messa e non nei momenti ” forti” ( pellegrinaggi, riunioni di preghiera comunitarie). Mah, forse dovevo farmi eremita!

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    • Continuo. Il monte Tabor richiama il giardino originario: la trasfigurazione, in noi, permette di ritrovare la nostra vera natura di creature “ad immagine di Dio” La nostra verità.

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  3. Don Agostino, tu scrivi: “Noi siamo stati abituati a parlare del peccato originale, ma più originale ancora del peccato c’è la comunione, l’amore originale.” A me pare di avere letto dell’”amore originale” in un tuo libro; quale? Tino

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