Sale e luce, strumenti di servizio

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Ultime luci verso lo Sciliar (Foto AC)

Gesù sceglie due immagini. Sono due realtà che hanno fatto un percorso simbolico notevole dai tempi di Gesù a oggi.

Il sale era soprattutto il mezzo per conservare ma era anche l’ingrediente per dare sapore. La luce era quella del giorno e quella delle lampade ad olio: la città andava costruita in alto così che l’ombra arrivasse più tardi; quando poi diventava buio, nella casa dovevi accendere una grande lampada ad olio.

Lascio immaginare a voi come sono cambiate le cose. Ma c’è qualcosa nelle due immagini che fa emergere, intatto, il simbolismo voluto da Gesù. Non dimentichiamo a chi sono applicate: «Disse ai suoi discepoli… Voi siete». Non c’è una esortazione, un augurio: «Siate…». In quanto siete miei discepoli, voi siete sale e luce, sale della terra e luce del mondo. Il sale e la luce sono strumenti di servizio: danno sapore e illuminano per vedere. Anche noi, suoi discepoli, siamo strumenti di servizio: il Signore ci ha dato il suo sapore, ci ha posti sopra il monte, siamo sale e siamo luce. Così Gesù ci inserisce nel suo solco, ci fa sentire la nostra somiglianza con lui.

Una somiglianza nel servizio, però, non come se si trattasse di un vanto o di un privilegio. Anzi, se è vero che è affidato a noi il compito di salare la terra e illuminare il mondo, questo ci mette di fronte ad una terribile possibilità. Spesso ascoltando queste parole noi abbiamo una preoccupazione sbagliata: che cosa succederà alla terra se gli mancherà questo sale che siamo noi? Che ne sarà del mondo se rifiuterà d’essere illuminato dalla luce che siamo noi? Che guaio sarebbe! No, la volontà di salvezza di Dio avrebbe altre risorse per raggiungere tutti gli uomini.

Il problema siamo noi. La preoccupazione di Gesù è per noi: «Che cosa succederà di voi se perdete il sapore?». Se diventiamo insipidi, se siamo spenti, allora siamo inutili, perché noi – come Chiesa – abbiamo un senso solo se siamo dentro questa missione di essere sale e luce.

2 thoughts on “Sale e luce, strumenti di servizio

  1. Mi sono sempre sentita tirata in ballo da questo discorso. Che però, alla fine, mi ha sempre consolato dall’essere noi ” piccolo gregge”: il sale nei cibi va messo con parsimonia; di regola un pizzico basta. Dunque è importante che sia davvero saporito ed è questo che ci viene chiesto, non che si trasformi il mondo in una saliera.

  2. Continuo.
    poi il sale nei cibi si dissolve, regala sapore ma.perde consistenza. Anche questo aspetto insegna molto: come se dovessimo dare senza essere riconosciuti.
    il tema della luce è altrettanto intrigante: luce che viene dalla stretta familiarità con la fonte della luce, luce che non è petulante impancarsi a detentori di ogni sapienza ma naturale espandersi di un modo di essere.

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