Cristo, radice della carità

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Prime fioriture tra le rocce in Val Bedretto (Foto AC)

All’inizio del terzo secolo, uno scrittore dell’Africa romana, Tertulliano, scriveva che il segno distintivo dei cristiani nel mondo pagano era la testimonianza dell’amore vicendevole: «Vedi come si amano tra loro e come sono pronti a morire l’uno per l’altro», così dicevano i pagani dei cristiani.

Un sociologo americano – Rodney Stark – ha valutato la misericordia che si viveva dentro le comunità cristiane come un fattore che ha permesso uno sviluppo anche demografico dei cristiani dentro le città. Quando imperversavano le epidemie, le famiglie pagane abbandonavano i malati per strada mentre i cristiani si prendevano cura dei propri malati e davano un aiuto anche ai vicini che non erano cristiani. Perché? Perché Gesù aveva insegnato ai suoi discepoli che l’amore vicendevole era la modalità con cui potevano continuare la sua presenza nella storia: «Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri».

Certo, può anche darsi che il sociologo abbia colto un aspetto marginale e misurabile dell’amore cristiano, ma le parole di Gesù nell’ultima cena danno all’amore – parola che tutti usano come un lasciapassare per motivare il proprio comportamento – una profondità che è tutta racchiusa nel «come» Gesù ci ha amati: ebbene, quello è il modello, quello è paradossalmente il metro dell’amore, che è senza misura.

Una domanda viene spontanea: tolta ogni ombra di retorica all’affermazione di Tertulliano (e forse un po’ ce n’è!), oggi si potrebbe dire la stessa cosa delle nostre comunità cristiane, in cui l’impronta di Gesù è spesso labile e la sopravvivenza del modo di vivere pagano invece è innegabile? C’è qualcuno che guardandoci, potrebbe esclamare: «Ma guarda come si amano!». Si intravede Gesù nel tessuto sfilacciato delle nostre comunità? Oppure prevale uno stile individualistico che non lascia passare Gesù?

Diceva sant’Agostino: «Abbi in te la radice della carità: da quella radice non può venire se non ciò che è buono». Cristo non è solo la radice della carità, ma è l’esempio da seguire.

2 thoughts on “Cristo, radice della carità

  1. Cristo, radice della carità. Amare come Gesù ci ama. Lo impariamo alla sua scuola, lo impariamo contemplando il suo farsi uomo, la sua vita donata fino all’ultimo respiro, la sua solitudine davanti alla folla, davanti ai giudici, sulla Croce. Tino

  2. lo scandalo del ” senza misura” in tempi di relazioni avare. Davvero le nostre comunità sono spesso poco accoglienti e piuttosto musone. Magari neppure Gesù vi si sente a casa. Chissà dove scappa. Allora fuori tutti a cercarlo… o magari è in un angolino buio del nostro cuore in attesa di trovare attenzione e ascolto.

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