Pecore che non hanno pastore

UNDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

Larciunei – Foto AC

Erano come pecore che non hanno pastore. Immagine stupenda, che però non dice più nulla all’uomo del XXI secolo.

Tanti di noi sono addirittura convinti che essere senza pastore voglia dire essere finalmente liberi da condizionamenti sociali, culturali o religiosi. Stanchi e sfiniti magari, ma contenti e autonomi. Una sufficiente conoscenza del cuore umano ci fa dire che questa è solo l’apparenza, l’armatura entro cui l’uomo e la donna di oggi cercano di ripararsi dalle paure e dalle angosce che invece attanagliano il cuore.

Il gregge senza pastore è una popolazione di pecore smarrite che sono sulla strada ma non sanno dove andare, o hanno paura di tutto o non hanno paura di niente. Gesù continua a provare compassione, e non è la sua una emozione passeggera, un commuoversi e basta. Quando vede le folle smarrite, Gesù cerca di rincuorarle, di confermarle e lo fa nel modo più umano che ci sia, mettendo lungo la strada i suoi discepoli come consolatori e come predicatori. Sono dodici, hanno un nome, annunciano una salvezza vicina. Non sono tanti, non hanno grandi mezzi, non ricevono uno stipendio.

Si direbbe proprio una missione destinata a fallire, eppure ancora oggi è così: gli strumenti sono cambiati, il mondo anche, ma le coordinate della missione cristiana sono sempre quelle. Guardando alla nostra diocesi che ha appena accolto il dono di quattro preti novelli, viene da domandarsi: che cosa sono quattro giovani operai gettati in una messe così abbondante? La diffusione del Vangelo continua ad essere affidata a questa povertà, che ha però la caratteristica di essere umana, rivestita di fragilità ma irrorata da tanto entusiasmo.

E non vorrei che la pagina evangelica che abbiamo ascoltata ci porti fuori strada. È vero: le pecore sono smarrite, Gesù prova compassione e manda i suoi dodici. Ma non è un affare che riguarda solo loro. Anche tu sei corresponsabile, anche tu puoi collaborare. Gratuitamente hai ricevuto pure tu, gratuitamente sei chiamato a dare. A cominciare dalla tua casa e dalla tua parrocchia, dove lo smarrimento dell’altro è nel raggio della tua umanità.

One thought on “Pecore che non hanno pastore

  1. PECORE CHE NON HANNO PASTORE. Riferendosi all’attuale secolo, don Agostino scrive: “Tanti di noi sono addirittura convinti che essere senza pastore voglia dire essere finalmente liberi da condizionamenti sociali, culturali o religiosi. Stanchi e sfiniti magari, ma contenti e autonomi.” La nostra diocesi ha appena accolto il dono di quattro preti novelli; sono pochi di fronte alle molte pecore, che non hanno pastore e che così si sentono liberi da ogni condizionamento . La diffusione del Vangelo è però sempre stata nel mondo affidata a pochi; solo dodici erano gli Apostoli! E allora? Anche noi laici, donne e uomini, giovani e vecchi, possiamo impegnarci di più, leggendo e diffondendo la Buona Novella…

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