Il ritratto di Gesù si deposita in noi…

Vedi il video con la meditazione di don Agostino cliccando qui.

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Sassolungo e Sassopiatto in tutta la loro estensione (Foto AC)

Sono parole famose quelle del vangelo di oggi, forse le più citate di Gesù, al punto che più d’uno è stato tentato di ridurre il Vangelo alle Beatitudini, quasi ne fossero il riassunto. Ricordo il libro di storia del liceo: parlava di Gesù, della crocifissione e così finiva il paragrafo.

Poi quello successivo diceva che i suoi discepoli iniziarono ad annunciare la buona novella. Quale? Le Beatitudini. A me sembrava di ricordare Pietro che annunciava che «quel Gesù che avete messo in croce Dio la ha risuscitato!». Avendo “dimenticato” di dire che Gesù non rimase nel sepolcro ma è risorto, lo storico – Augusto Camera, mi pare – trasformò le beatitudini nel primo annuncio dei cristiani.

Quel giorno che Gesù le “inventò”, in prima fila c’erano i quattro pescatori che avevano lasciato tutto subito per seguire Gesù. Cosa avranno pensato di queste parole senza dubbio affascinanti ma anche un poco enigmatiche? Non lo sappiamo. Gesù disse queste parole «vedendo le folle», quasi guardando in fondo al cuore quelle persone comuni che da lui si aspettavano qualcosa.

Le folle sono la fonte di ispirazione delle beatitudini. Guardando l’umanità Gesù ne svela il mistero, indica la traccia profonda di un cammino che riguarda tutti. Gesù si specchia nel volto dell’uomo e chiede all’uomo di specchiarsi nel suo volto come al modello sublime dell’umanità. Le beatitudini sono il ritratto di Gesù e quindi diventano anche il riferimento per chi di Gesù vuole essere discepolo.

Senza la vita di Gesù, la sua morte e la sua risurrezione, le beatitudini risuonano come il manifesto di un perdente. In effetti (non ce ne accorgiamo, ma è così) mentre le ascoltiamo ci viene spontaneo pensare: «Come sarebbe bello se fosse così!». Invece, guardando Gesù, dovremmo esclamare: «È proprio così! Stai dipingendo il tuo ritratto. Tu sei colui che è povero, nel pianto, mite, affamato di giustizia, misericordioso, puro di cuore, operatore di pace, perseguitato, ma sei anche ciò che è promesso a quanti cercano di imitarti e si ritrovano poveri, nel pianto, miti, affamati di giustizia, misericordiosi, puri di cuore, operatori di pace, perseguitati. Tu sei il regno dei cieli!».

3 thoughts on “Il ritratto di Gesù si deposita in noi…

  1. “Le folle sono la fonte di ispirazione delle beatitudini. Guardando l’umanità Gesù ne svela il mistero, indica la traccia profonda di un cammino che riguarda tutti.” Così scrive don Agostino. Come si fa, don Agostino, a far divenire “personale” il cammino che riguarda tutti? Tino

  2. Il ritratto di Gesù, ma anche la sintesi dei bisogni degli uomini, spesso mascherati e inconsapevoli. L’uomo desidera felicità e serenità ma spesso non si rende conto di come giustizia, mitezza, misericordia, pace, tolleranza, semplicità sono le uniche strade fidate. Chi le pratica viene perseguitato così come Gesù. Ma Gesù è il crogiolo che trasforma ogni vicenda in oro puro. Assomigliare a lui è beatitudine, cioè gioia.

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