Gli strani doni portati ad un bambino

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Presepe di Ponzate (2014) con statue in legno di arte gardenese

Davanti ai doni dei Magi, faccio sempre un pensiero sbagliato. Mi dico: re o semplici magi, stavano sicuramente bene. Erano personaggi in vista, almeno dalle loro parti. Ma anche vederseli arrivare a Gerusalemme era uno spettacolo di cammelli, dromedari e uno stuolo di servitù elegante e colorata.

Vengo al pensiero: erano partiti grazie a un segno celeste, di cui erano appassionati scrutatori e soprattutto abili interpreti. Forse non fu una stella cometa e nemmeno una stella, ma una luminosissima congiunzione di pianeti. Poco importa, nel racconto di Matteo che è ricco di simboli. Arrivo al pensiero (perché ormai lo state aspettando anche voi).

Questi tre sapienti arrivano davanti ad un bambino – e Gesù doveva essere bellissimo – e che cosa portano in dono? Oro, incenso e mirra. Vada per l’oro, che fece brillare gli occhi del sempre più stupito Giuseppe. Ma l’incenso, che c’azzecca? Ad un neonato poteva anche dare fastidio tutto quel fumo anche se profumato. E la mirra, poi? Che regalo è per un bambino un unguento per l’unzione dei corpi morti?

Quasi sicuramente è andata così: i Magi avevano preparato dei doni “da grande”. La stella segnava un re tutto particolare. Quindi, cercavano un re, un uomo potente; trovarono un bambino, un fragile segno. La grandezza dei Magi fu che comunque «si prostrarono e lo adorarono». E fecero di quel bambino il significato della loro vita, e presero un’altra strada.

Sì, sono proprio due le strade dei Magi: una segnata dalla luce della stella che li porta a trovare il bambino, e una segnata dalla luce costituita dal bambino stesso e che li riporta a casa. Anche per noi s’apre quest’altra strada, che non è certezza di aver capito tutto, ma umiltà di cercare ancora.

2 thoughts on “Gli strani doni portati ad un bambino

  1. Una bella sorpresa! Un bimbo al posto di un re. Da saggi i magi si adattarono magnificamente , capirono: un re diverso e questo era un dono ben più grande di quelli portati dai loro paesi lontani.
    Tornarono a casa cambiando strada mentre a noi tocca cambiare idea, prospettiva e se il bimbo divino cresce in età, grazia e sapienza anche noi cresciamo con lui.
    Si spera.

      • Scrive Don Agostino: “Sì, sono proprio due le strade dei Magi: una segnata dalla luce della stella che li porta a trovare il bambino, e una segnata dalla luce costituita dal bambino stesso e che li riporta a casa”. Per noi si apre quindi quest’altra strada, che si fonda sull’umiltà di cercare ancora e di fare di quel bambino il significato della nostra vita quotidiana, crescendo così con lui. Tino

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