Inutili perché servi di un Altro

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(Foto AC)

Dire «siamo servi inutili» (secondo alcune traduzioni: «siamo semplicemente servi») ci costa una grande fatica, soprattutto in un mondo in cui l’autostima è un valore unanimemente perseguito. Pronunciarlo dopo aver magari svolto il nostro compito scrupolosamente è ancora più difficile.

Il problema sta nel fatto che in questa espressione noi poniamo l’accento sull’aggettivo qualificativo – «inutili» – mentre la sostanza sta nel sostantivo, cioè nel riconoscersi «servi» (e anche qui facciamo fatica). È in quanto servi del Signore, ovvero persone al suo servizio, che siamo inutili, e non perché è inutile ciò che abbiamo fatto, ma perché, dopo averlo fatto, possiamo dormire sonni tranquilli, perché non siamo noi i salvatori del mondo.

Possiamo usare un’altra immagine presa dall’universo parabolico di Gesù: il contadino che ha seminato il seme nel terreno può anche andare a dormire, perché il seme cresce da solo, come egli non lo sa. Si direbbe che l’«utilità» dell’uomo nel disegno della salvezza sta unicamente nel suo servizio fiducioso e fedele.

Il mondo in cui viviamo ci ha, invece, abituati a due figure dissonanti tra di loro. Da una parte ci sono alcuni che sono affetti da un delirio di onnipotenza e s’atteggiano a protagonisti assoluti e salvatori dell’umanità: hanno una autostima alle stelle e non hanno mai la sensazione di essere inutili, ma spesso poi si scopre che servono solo se stessi. Dall’altra parte c’è una moltitudine di persone che invece si sentono inutili, perché hanno l’impressione di aver fallito nell’educazione o non hanno un lavoro o non sanno come far valere le loro capacità o si sentono uno scarto della società. Questa svalutazione di se stessi non è affatto evangelica, perché Dio ci stima e ci offre un servizio che è a nostra misura: siamo servi liberi. Dio non vuole che ci scoraggiamo dentro una poltrona, ma nemmeno che ci gonfiamo d’orgoglio.

In fondo, non è deprimente scoprire che siamo servi inutili, anzi è gioioso e rilassante realizzare che la salvezza della mia famiglia, della Chiesa e del mondo è affidata certo al mio servizio ma non grava sulle mie deboli spalle.

2 thoughts on “Inutili perché servi di un Altro

  1. INUTILI PERCHE’ SERVI DI UN ALTRO. Umiltà è sentirsi creature, legate le une alle altre, che hanno ricevuto tutto e che sono chiamate a essere servi, a contribuire alla creazione che continua, rendendo feconde le nostre storie personali innestate in questo universo di relazioni e di cose. Tino

  2. Molto rilassante. Ognuno è chiamato a fare ” quello che può ” consapevole che tutto è affidato alla vita. Neppure i risultati deludenti devono scoraggiare perché arriverà il momento in cui potremo guardare gli accadimenti con occhi diversi ( lo sguardo di Dio) e scopriremo davvero ogni cosa in una luce nuova. Dobbiamo amare fin da adesso il mondo nuovo che attendiamo senza conoscerlo pienamente.
    Anche servire è rilassante, vuol dire ubbidire a un padrone che è un Padre che ci ha mostrato – attraverso Gesù – cosa vuol dire servire, facendosi lui stesso servo ubbidiente. Qui non servono sindacati.

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