EPIFANIA DEL SIGNORE

Tra i protagonisti del Natale c’è anche una stella. È il segno dei Magi, un segno muto, che però li mette in movimento e li porta da Erode da cui ricevono la destinazione del loro viaggio.
Se siamo rimasti cercatori e non ci siamo seduti sul nostro battesimo (come Erode era ingessato al suo trono), anche noi scopriamo che siamo circondati da segni. Alcuni hanno fattezze umane e ci parlano e spesso hanno proprio l’intento di indirizzare i nostri passi come preziosi compagni di viaggio. I Magi, del resto, viaggiarono insieme e furono l’uno conforto per l’altro. Altri segni sono nascosti nei fatti e nelle cose. Talvolta sono luminosi come la stella di cui ci parla il racconto di Matteo. Luminosi eppure muti. Bisogna saperli leggere e interpretare. E ad un certo punto questi segni si fermano. Così fu della stella dei Magi: «giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino». I segni sono importanti, ma sono comunque al servizio del loro significato. Ci portano vicino, addirittura sopra, ma poi anche i segni più luminosi si spengono, perché hanno terminato il loro compito. I Magi ebbero molti segni, il più luminoso fu sicuramente la stella, fonte per loro di «una gioia grandissima». Ma anche la stella si fermò, ed il passo successivo – quello dal segno al significato – spettò unicamente alla saggezza dei Magi. Infatti, avrebbero potuto anche indignarsi che un viaggio così lungo li avesse portati davanti ad un semplice bambino in casa con sua madre. In fondo avevano preparato dei doni “da grande”: oro, incenso e mirra. Che se ne fa un bambino di queste cose? Invece i Magi venuti da oriente «si prostrarono e lo adorarono». Fecero di quel bambino il significato della loro vita, che ritornò a casa «per un’altra strada». Sì, sono proprio due le strade dei Magi: una segnata dalla luce della stella che li porta a trovare il bambino, e una segnata dalla luce costituita dal bambino stesso e che li riporta a casa. Anche per noi che abbiamo celebrato il Natale s’apre quest’altra strada, che non è certezza di aver capito tutto, ma umiltà di cercare ancora e di cambiare quotidianamente nella luce di Gesù trovato e adorato.
Noi abbiamo percorso la strada per celebrare il Natale. Ora dobbiamo cercare ancora, come hanno fatto I Magi, nella Luce dí Gesù trovato. È’ una strada nuova che ci porta a essere umilmente “piccoli”. Tino