La Pasqua si impara dal rovescio del ricamo

Vedi il video con la meditazione di don Agostino cliccando qui.

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(Foto AC) Stelle alpine in Val Gardena

Dopo aver ascoltato il vangelo della passione secondo Matteo, uno potrebbe dire che è uno strano modo quello di rivelare tutto già all’inizio, dal Cenacolo al sepolcro. Si sa già che quel Gesù accolto trionfalmente a Gerusalemme finirà nella polvere, deposto da una croce.

Qualcun altro, che si è già portato più avanti, potrebbe trovare il coraggio di aggiungere anche l’altro tassello, la risurrezione, e la Pasqua – il passaggio – è già bello che confezionato con una settimana di anticipo. Si spiega così perché alcuni cristiani facciano Pasqua già nella Domenica delle Palme, con il sacchetto dell’ulivo da appendere in casa come un potente amuleto.

Mi permetto di dire che queste persone non hanno capito niente della Pasqua; non solo: non sanno come si vive un dramma, come vi si partecipa, e come un rito debba attraversare la carne per poter diventare linfa della vita. Ecco, lasciatemi trovare un’immagine per descrivere la Pasqua di questi soggetti frettolosi e anaffettivi che si fanno scivolare sopra quella vicenda che abbiamo ascoltato e che non sanno fare di meglio nemmeno con le vicende della propria vita.

Assomigliano ad un ricamo prezioso – ma loro non lo sanno di essere il tesoro che Dio ha trovato nel campo della storia – un ricamo di cui hanno velocemente intravisto il rovescio, ovvero una trama di fili ingarbugliati di cui non vedono il senso, l’ordine, la bellezza. Badate bene: non sto dicendo che questi uomini o donne non hanno avuto una vita travagliata, in cui non sono mancate le occasioni per intrecciare relazioni di bene, anzi magari hanno pure fatto del bene spendendosi per gli altri. No, eppure tra le mani hanno solo il groviglio di fili del rovescio del ricamo prezioso. Sono come Giuda che pensava di indirizzare la vita di Gesù e di dare uno sbocco alla sua potenza. Come Pietro che credeva di poter dare la vita per Gesù, invece gli donò soltanto tre «Non lo conosco».

Ecco perché la Pasqua ha bisogno di dilatarsi in spazi e tempi che non siano solo quelli dei riti del Triduo o della processione. Dentro di me deve accendersi la lampada che scruta il mio vissuto, così che possa girare il ricamo e vederne la bellezza.

2 thoughts on “La Pasqua si impara dal rovescio del ricamo

  1. “Ecco perché la Pasqua ha bisogno di dilatarsi in spazi e tempi che non siano solo quelli dei riti del Triduo o della processione.” Così scrive don Agostino. Ma allora Don, la Pasqua deve dilatarsi nell’intera nostra vita nella carne?

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