TERZA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Teofilo significa «amico di Dio». Non sappiamo chi sia il personaggio per cui Luca scrive la sua opera, quel «resoconto ordinato», composto da due libri, il vangelo e il libro degli Atti degli Apostoli. Forse è solo un personaggio fittizio per indicare ogni «amico di Dio» che ha bisogno di rendersi conto della solidità degli insegnamenti ricevuti.
Teofilo potremmo essere ciascuno di noi a patto di nutrire in cuore proprio questo desiderio di dare solidità alla nostra fede. Ma ce l’abbiamo? Bisogna riconoscere che in tanti battezzati questo desiderio si è completamente estinto. In molti altri è fumigante come la fiamma di una candela che sta spegnendosi. D’accordo. Ci sono cose più urgenti, più importanti, forse anche più interessanti, a cui pensare, e si finisce per non trovare il tempo per coltivare un desiderio che è considerato comunque un bisogno marginale e non certo primario.
Eppure il Gesù che esce dalla vita nascosta a Nazaret, come prima cosa – ce lo dice proprio Luca – «insegnava» ed era famoso per questa attività di insegnante che egli svolgeva soprattutto nelle sinagoghe. Evidentemente i Teofilo non mancavano! Si badi bene: non sto parlando di un esercizio intellettuale per acquisire una erudizione che rischia di essere ad uso esclusivo e sterile di chi ce l’ha. Rendersi conto della solidità del messaggio cristiano ha ben altro spessore ed è soprattutto qualcosa che si è in grado di comunicare agli altri. Il vero Teofilo «amico di Dio» è anche «amico dell’uomo».
Insomma, la solidità della mia fede è al servizio della solidità della fede della Chiesa e in un certo senso è al servizio dell’umanità tutta nel suo molteplice cammino di ricerca. E una fede è solida non perché è senza dubbi e senza domande, anzi lo è proprio quando sa dare tempo e spazio ai dubbi e alle domande e intraprende le vie per cercare delle risposte che possano essere poi condivise con chi ha avuto gli stessi dubbi e si è fatto le stesse domande. Essere un Teofilo, quindi, continua il lavoro prezioso svoto da Luca, perché il mondo di oggi, evoluto e sicuro eppure fragile e incerto, ha proprio bisogno di un «resoconto ordinato».
Desiderio di solidità. Scrive con sincerità Don Agostino: “E una fede è solida non perché è senza dubbi e senza domande, anzi lo è proprio quando sa dare tempo e spazio ai dubbi e alle domande” Nell’attuale mondo post-moderno i dubbi e le domande sono in aumento, ma è proprio dalla fragilità e dall’incertezza che nasce il desiderio di solidità, il desiderio di essere “amici di Dio”, di rendersi conto della solidità degli insegnamenti da Lui ricevuti… Tino