Gesù, il pastore insegnante!

SEDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Deve averli visti stanchi, gli apostoli. Gesù li ha inviati a due a due e ora li riaccoglie con sé, lasciando che raccontino le loro esperienze di missione. È uno strano incontro di verifica (così abbiamo preso a chiamarlo noi, che abbiamo trasformato la Chiesa in un ufficio).

Strano, perché Gesù, dopo aver ascoltato, non entra nel merito e non fa il professorone di pastorale. Nessun test, nemmeno un seminario di studi per reimpostare gli obiettivi e correggere gli errori. Gesù propone il semplice ed essenziale approfondimento di una relazione, perché la Chiesa è questa cosa qui, lo scavare legami umani di fraternità e di amicizia. Gesù usa parole altamente improbabili sulla bocca di un manager che vuole ottenere risultati. Parla di «luogo deserto». Propone il riposo, «in disparte, voi soli». Gli apostoli non sono nel suo libro paga, ma nel suo cuore. Li vuole uomini appagati e contenti, non macchine che producono.

E lo stesso atteggiamento Gesù ce l’ha anche con la gente: il luogo che doveva essere deserto si affolla improvvisamente; Gesù non si irrita, ma prova compassione, si sente di essere lui il pastore per quelle pecore che cercano qualcuno più che qualcosa. E si mette a «insegnare loro molte cose». Proprio così, la prima carità che Gesù fa a gente smarrita è aiutarli a sapere con quali criteri guardare alla vita, come affrontare il presente con quattro idee in testa e non sempre e soltanto con quattro soldi in tasca o con qualcosa nel piatto. Di Gesù insegnante i Vangeli parlano spesso, anche se noi ce ne curiamo molto poco.

Abbiamo ridotto al lumicino la nostra cultura umana e cristiana e la conseguenza si vede: in un mondo in cui il pensiero è debole e le cui fondamenta culturali sono poco profonde, noi rischiamo di fare scena muta: non sappiamo che cosa dire, perché noi per primi lasciamo inevase le domande che contano. E le pecore continuano a restare senza pastore, senza guide, senza figure di riferimento che sappiano offrire quello in cui la Chiesa dovrebbe essere esperta: una relazione umana e saporosa, che non si limiti a coltivare le devozioni e le emozioni.

2 thoughts on “Gesù, il pastore insegnante!

  1. Un invito al deserto. ” In disparte”, da soli: per ricomporsi dopo le fatiche e la dispersione dell’essere andati. Ma lui, ne siamo certi, è sempre con loro ad accompagnare una solitudine che garantisce riposo, ma soprattutto nuovo fuoco a parole e gesti che possono essersi appannati. Anche alla folla Gesù offre le proprie ricchezze. Non cessa mai di porgere, di sostenere, di ribadire. Se non oggi, domani capiranno ( capiremo)?

  2. Gesù non smette mai di insegnare a noi..e invece che avere delle idee noi abbiamo soldi in tasca e gelati nello stomaco. Eppure nella Chiesa potremmo avere relazioni autenticamente umane, non semplicemente devozionali!

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