Mandati a due a due…

QUINDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Dal gruppo dei discepoli emergono i Dodici. Scelti da Gesù per stare vicini a lui e poi per essere mandati. Dodici, a due a due. Sei piccole cellule di missione. Non vanno di testa loro, ma sono mandati da Gesù. Come questi primi missionari saranno poi lungo il tempo della Chiesa i missionari cristiani. Scelti da Dio e da Lui mandati.

Il cristianesimo, infatti, non è il frutto della nostra intraprendenza; non è il parto della nostra intelligenza e nemmeno della nostra forza di volontà. Il cristiano non è uno che va, uno che decide di andare, ma uno che è mandato. E non da solo: «Prese a mandarli a due a due». Non è solo questione di farsi compagnia. Si è mandati a due a due per spegnere sul nascere ogni forma di protagonismo: «Come sono bravo… che successo ho avuto…»; oppure per risollevare da inutili delusioni: «Che fallimento la mia azione… ho lavorato invano…».

Poi, i missionari non devono avere nulla di superfluo: per il viaggio sono sufficienti i sandali, una tunica e il bastone. Il resto è di troppo! Il non prendere nulla per il viaggio significa che il missionario cristiano deve essere agile, leggero, disponibile. La povertà di cui parla Gesù è la piena fiducia in Dio. Tanto è vero che ai missionari mandati da Gesù non è assicurato in partenza il successo. Il rifiuto è la forma di povertà della missione cristiana più difficile da accettare. Ora, quando uno è andato di testa sua per un progetto suo, di fronte al rifiuto è tentato di intestardirsi. Gesù, invece, mandando i suoi, li invita, di fronte al rifiuto, ad andarsene. È un gesto di fede nella forza della parola di Dio, che giudica anche attraverso l’andarsene del missionario.

Certo, andarsene non equivale a non essere più missionario, ma solo ad esserlo altrove… In un certo senso, la povertà dell’andarsene dal luogo in cui si è stati rifiutati mette ancor di più in evidenza qual è la ricchezza che il missionario porta: la Parola di Dio, che non accetta mezze misure, e domanda l’evangelico «sì sì, no no». È opportuno che ciascuno di noi guardi il ruolo che Dio gli ha affidato nella vita e veda se sta svolgendo il suo mandato missionario.

One thought on “Mandati a due a due…

  1. Spesso nel mondo di oggi, dove è in atto una corsa sfrenata ed inquieta senza un obiettivo, si sente dire che un cristiano non è intraprendente perchè il suo percorso non è frutto di intelligenza o di volontà; un cristiano non è considerato non essendo un protagonista…Chiarisce bene il concetto don Agostino:” Il cristiano non è uno che va, uno che decide di andare, ma uno che è mandato.”

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