È uno di noi…

QUATTORDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Perché Gesù era «motivo di scandalo» a Nazaret? La domanda è importante perché è valida anche se cambiamo il nome del luogo. Ovunque ci sia Gesù, questo scandalo accade. Se non c’è scandalo, può darsi che il problema sia ancora più grave, cioè che Gesù non c’è proprio, o, se c’è, non interessa.

Senza fare troppi giri di parole, possiamo rispondere a quella domanda: Gesù a Nazaret è di scandalo perché è… uno di noi. I nazaretani non negano che Gesù sia sapiente e operatore di prodigi, ma si domandano come questa potenza si concili con il fatto che egli è uno di loro, uno che ha vissuto lì per trent’anni nella più totale normalità. Essi sono disposti ad accogliere l’onnipotenza di Dio, ma che Dio è, uno che ha fatto il falegname per tanti anni in uno sperduto villaggio della Galilea dove continuano a vivere i suoi familiari?

Il vero nodo di tutto il Vangelo sta qui, e continua ad essere il nodo anche per noi. La risposta continua ad essere la stessa. Chi è Dio? È uno di noi. E continua ad essere scandaloso che sia uno di noi, invece che essere uno diverso da noi. È scandaloso che sia onnipotente, ma che questa potenza continui ad essere inspiegabilmente legata ad una umanità del tutto simile alla nostra. È talmente scandaloso che noi di fatto lo rifiutiamo, e continuiamo a plasmare una nostra immagine di Dio, in cui ciascuno ha il suo posto: Dio sta in alto, l’uomo sta in basso.

Ora, Gesù è venuto proprio a sconvolgere questa topografia religiosa in cui Dio per essere Dio deve essere lontano e in alto, e non deve confondersi con l’uomo che da lui dipende e che è a lui sottomesso. Invece questo Dio “lontano” è disumano, mentre Dio è umano – questo afferma con la sua vita e con l’insegnamento Gesù di Nazaret. Ecco perché nel suo paese Gesù «non poteva compiere nessun prodigio»: se si rifiuta la sua umanità, si perde anche il segno potente della sua divinità. «Solo impose le mani a pochi malati e li guarì», come a dire che questo Dio che si manifesta in Gesù è proprio umano e non può fare a meno di essere vicino agli uomini che maggiormente soffrono.

3 thoughts on “È uno di noi…

  1. Mi piace quel che ha scritto don Agostino: “Gesù è venuto proprio a sconvolgere questa topografia religiosa in cui Dio per essere Dio deve essere lontano e in alto, e non deve confondersi con l’uomo che da lui dipende e che è a lui sottomesso”. E’ uno di noi…Qui sta lo “scandalo” del Cristianesimo. Se non c’è questo scandalo, Gesù non c’è o, se c’è, non interessa più. Nel mondo contemporaneo il fatto che Gesù sia uno di noi sembra essere quasi dimenticato…

  2. Già, è uno di noi. Per questo tutto ciò che ci propone diviene così ineludibile ( dovrebbe): non scende dall’alto, pretesa di un Dio lontano, ma sale come esigenza prioritaria di un’umanità possibile e amorevole. Davvero è possibile essere come Lui, assomigliargli. Fare quello che ci suggerisce è spontaneo desiderio di restituire un amore, concreto, palpabile che rende bella la nostra vita. È la sua umanità così percepibile che ci permette di capire in che modo noi siamo figli del Suo stesso Padre.

    • Brava Anna, è bello che tu dica che potremmo essere come Lui, assomigliargli…Mi hai donato una profonda fiducia.

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