Spiegazione di Dio e dell’uomo

SANTISSIMA TRINITÀ – Anno A

Quando vediamo due persone che si vogliono bene e hanno raggiunto una perfetta intesa tra di loro, diciamo che sembrano una cosa sola. In realtà rimangono due persone distinte, ma è l’amore che li unisce a farle diventare una sola realtà. In Dio – così come ce lo ha mostrato Gesù – accade qualcosa di simile: è uno solo, nel senso che da fuori abbiamo la sensazione di avere a che fare con una persona unica, ma ci svela che questa unità nasconde una relazione tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Il mistero della Santissima Trinità, quindi, non viene a complicare la nostra visione di Dio, ma a spiegarla. E spiega anche la nostra vita, visto che noi siamo ad immagine di Dio e di un Dio Trinità.

Spiega Dio, come nelle parole che Gesù dice a Nicodemo: egli poteva essere abituato a pensare Dio come oggetto dell’amore dell’uomo, mentre Gesù glielo spiega come il Padre che per primo ama talmente l’umanità e il mondo da dare, e non da dare qualcosa, ma qualcuno, e non qualcun altro ma il Figlio stesso che è tutt’uno con lui. Poteva immaginarselo Nicodemo un Dio così? Sì, poteva ritrovare qualcosa nell’esperienza di Mosè e dell’esodo (vedi la prima lettura). Ma ora a dirglielo non è un profeta, ma parla con lui il Figlio stesso divenuto uomo. Il mistero della Santissima Trinità interseca un piano, questo sì inimmaginabile, ed è l’umanità di Dio, ovvero Dio che viene a dirci com’egli è, facendocelo vedere in una vicenda pienamente umana come è quella di Gesù.

E su questo versante, il mistero della Santissima Trinità viene quindi a spiegare anche il mistero profondo della nostra umanità. Solo se Dio è così, infatti, io capisco un sacco di cose su me stesso che altrimenti resterebbero inspiegabili. Capisco perché mi pesa tanto la solitudine, senza la possibilità di amare qualcuno e di essere amato da qualcuno: mi fa paura, perché va contro la mia natura e contro la natura di Colui che mi ha amato e creato. Davvero la Trinità è la nostra origine, tanto che – come ha scritto Kahlil Gibran – «Quando amate non dovreste dire: “Dio è nel mio cuore”, ma piuttosto: “Io sono nel cuore di Dio”».

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