Gioia del Natale

NATALE DEL SIGNORE

Ci sono domande che abbiamo smesso di farci. E così perdiamo la possibilità di avere una risposta, una risposta di quelle che rispondono davvero. Una delle domande che non ci facciamo più riguarda proprio il Natale. Perché oggi è Natale? Perché facciamo festa? La domanda è sparita dalla circolazione, ma in compenso fioccano le risposte sbagliate, e a darle sono la televisione, i giornali e la scuola. Voi capite che queste tre realtà condizionano gran parte della popolazione, dai bambini sino agli anziani, e diventa poi difficile correggere il tiro, perché devi parlare fuori dal coro.

Noi che siamo qui naturalmente sappiamo perché oggi è Natale e sappiamo chi è il Redentore atteso e perciò siamo venuti qui, si spera non solo per dar seguito ad un’abitudine natalizia, ma per festeggiare il Festeggiato. Lui aspettiamo, Gesù Bambino. Lui accogliamo nella nostra vita. Lui, Dio, che si è fatto carne, uomo come noi. Tutto il resto è folklore, la verità del Natale è solo questa, ed è solo da questa verità che possiamo trarre messaggi e conseguenze per la nostra vita.

Al centro dell’annuncio della Parola di Dio c’è la gioia. «Prorompete insieme in canti di gioia», ci ha appena detto il profeta Isaia, che nel brano proclamato nella notte ha usato una immagine indimenticabile: «Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce… Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia… Perché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio». La gioia è la percezione di una grande luce per un popolo che camminava nelle tenebre. Soprattutto la gioia è «perché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio». Siamo una famiglia in cui nasce un bambino, la gioia scaturisce perché egli vede la luce, egli è la luce che dissipa le nostre tenebre. Ciascuno di noi ha la sua porzione di buio, con cui deve quotidianamente fare i conti. Se nasce un bambino, però, ogni buio è squarciato da una luce di speranza. Anche solo per un attimo c’è uno sprazzo di serenità, le nubi si diradano, il pensiero va a quella vita nuova che si deve onorare, curare, contemplare. Il Natale di Gesù è ogni anno fonte di questa luce, di questa gioia. Non annulla le preoccupazioni, i dolori, le sofferenze che ci affliggono, ma le illumina e le illumina come solo un bambino sa fare, con quella totalità di cura che egli ci chiede, con quella novità di vita che egli solo porta.

La stessa gioia moltiplicata di cui parla Isaia è quella «grande gioia» che un angelo del Signore portò ai pastori avvolgendoli di luce: il bambino che nasce, il figlio donato non è un qualunque neonato, ma è «per voi un Salvatore, che è Cristo Signore». Il fatto che sia «avvolto in fasce e adagiato in una mangiatoia» dice qualcosa di ancora più stupefacente: Dio vuole essere una luce vicina alle nostre tenebre, vuole essere prossimo alla nostra umanità segnata dalla fragilità. La grande gioia del Natale non assomiglia per nulla ad una allegria spensierata e godereccia, ma vuole essere consapevole e reale, come è reale la nascita di un bambino accolto dall’amore di una mamma e di un papà pur in condizioni di povertà e di disagio. La gioia del Natale ha a che fare anche con il dolore, con la mancata accoglienza, con l’egoismo. Nulla può fermare l’amore di Dio che vuole prendere carne umana. Ecco perché siamo pieni di gioia. La gioia dice proprio un amore che non può essere fermato, che deve traboccare, e non come sentimento, ma come Parola che diventa carne. Come un bambino che cresce nel grembo materno e viene alla luce. Come Gesù Bambino, gioia di Dio venuta sulla terra.

Perché oggi è Natale? La domanda che dobbiamo farci, ancora, è questa. Tornando a casa ciascuno troverà intatte le sue situazioni, perché Natale è tutto tranne che una accomodante magia che ripiana le ferite. Vi saranno i vuoti lasciati da chi non c’è più, i pianti di chi soffre, le preoccupazioni di chi ha perso il lavoro, il martirio quotidiano di una famiglia da mantenere e da curare. La grande gioia sta unicamente nella certezza che ad abitare le nostre case c’è un Dio bambino, Signore perché piccolo. Per questo oggi è Natale. È piccolo ma non è poco. È il Tutto che si è fatto vicino a ciascuno di noi.

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