Colpo di testa 75 / I fuori gioco della politica

Corriere di Como, 5 giugno 2018

Fare un colpo di testa e pretendere di segnare nella porta della politica italiana è azione molto difficile: l’area è piena di difensori alti come corazzieri, per nulla immobili però… Anzi, la mobilità istintiva sembra essere la caratteristica più diffusa, e non solo nei palazzi della politica. Nei giorni scorsi si rischiava di scrivere un articolo che non valeva già più, appena terminato. Momenti veramente convulsi. Fuori gioco di Conte. Rimpallo a favore di Cottarelli, il quale però si ritrova senza squadra. La partita torna sui piedi di Conte, che realizza un goal che vale doppio.

Uno si domanda: ma in campo c’era un arbitro? Istituzionalmente parlando, no. Mattarella giocava anche lui, perché la Costituzione gliene dà l’opportunità e il dovere. E il Presidente in effetti il suo schema (politico) l’ha giocato: una sorta di stranissimo 5-5-0. In cui, paradossalmente, è stato proprio lo 0 (Cottarelli) a trasformare il 5 (Di Maio) – 5 (Salvini) in un 10 vincente (Conte). Alchimie del calcio… e della politica. Sfido chiunque a dire che preferiva un governo sfiduciato da tutti prima ancora di nascere, ad un governo che comunque premia i due partiti che hanno vinto le elezioni del 4 marzo. I maligni suggeriscono che a far paura è stata la mossa tattica del giocatore della Prima Repubblica, Mattarella: elezioni annunciate per il 29 luglio o addirittura per il 5 agosto. Una sorta di spada di Damocle, che per qualcuno rischiava di trasformarsi in un passaggio sotto le forche caudine.

E invece, eccoli lì tutti ai Fori Imperiali a battere il tempo con le mani alla fanfara dei bersaglieri nel corso della parata del 2 giugno. Vedere il sorriso di Di Maio che saluta Mattarella, appena 48 ore dopo averne urlato in piazza e su facebook la messa in stato d’accusa, lascia perlomeno allibiti sulla volatilità delle parole e degli atteggiamenti. E Salvini, che si sistema la coccarda tricolore sul bavero della giacca, fa tornare alla mente un suo predecessore che andava a proclamare la secessione del Nord sul Monviso con l’ampolla dell’acqua del dio Po. Insomma, qualcosa è veramente cambiato. Il presidente del Consiglio è uno sconosciuto. I ministri sono volti nuovi. Il Governo s’appresta a ricevere la fiducia delle Camere e tutti dobbiamo aspettarci che governi per il bene del nostro Paese.

Naturalmente qualche punto interrogativo resta e ciascuno legittimamente si fa le sue domande. Perché, ad esempio, nella strategia di Mattarella, il nome del professor Paolo Savona come ministro dell’Economia era inaccettabile per le scelte che avrebbe potuto operare nei confronti dell’Europa, mentre poi lo ha nominato ministro proprio per gli Affari europei? Se quel nome generava sfiducia nei mercati e metteva a rischio il risparmio degli italiani, come mai quel nome comunque è rimasto nella compagine governativa e lo spread è in discesa e le Borse recuperano? Non so rispondere.

La sola certezza è che gli italiani sono sollevati, perché l’unica cabina che dovranno frequentare nel solleone agostano è quella della spiaggia.

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