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Archivio per la categoria ‘Omelie’

La solennità dell’Ascensione è molto importante perché segna il passaggio dal tempo della presenza storica di Gesù a quello della testimonianza storica dei suoi discepoli. Il breve dialogo tra Gesù e gli apostoli che ci viene raccontato dal libro degli Atti esprime proprio questo passaggio di consegna. (more…)

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La prima lettura ci ha raccontato di una prima difficoltà che la Chiesa nascente ha dovuto affrontare. Gli apostoli che Gesù si era scelto erano ebrei come lui, trasformati poi dallo Spirito Santo in missionari universali. Paolo e Barnaba – lo abbiamo visto domenica scorsa – avevano già compiuto un primo viaggio missionario in alcune città dell’Asia Minore e, tornando ad Antiochia – il luogo in cui per la prima volta i discepoli di Gesù erano stati chiamati «cristiani» – avevano riconosciuto con grande stupore che Dio «aveva aperto ai pagani la porta della fede». (more…)

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Paolo e Barnaba nel loro viaggio missionario sembra non incrocino quella «città santa» che scende dal cielo, di cui ci parla il libro dell’Apocalisse. Le città del loro cammino sono altre: Listra, Iconio, Antiochia, Perge, Attàlia. Nomi che a noi cristiani del ventunesimo secolo dicono poco o nulla. È come se la scena si sia spostata altrove. (more…)

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Ascoltare, conoscere, seguire. Sono i verbi delle pecore e del pastore. Mi viene subito in mente un’altra terna che oggi è assai più gettonata: parlare, capire, guidare. C’è una sorta di contrapposizione tra i verbi di Gesù e quelli del nostro tempo. Intanto, il primato dell’ascoltare. Oggi celebriamo la Giornata mondiale di preghiera per le Vocazioni e la parola «vocazione» indica un chiamare che abbisogna proprio di un ascoltare. (more…)

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L’orologio sembra tornato indietro. Gli apostoli sono nuovamente pescatori di pesci sul mare di Tiberiade. Le reti vuote sono una drammatica possibilità, anche dopo la Pasqua. Ma ecco, «Gesù stette sulla riva». Pare ai margini della scena, ed è uno che non riconosci subito, eppure «è il Signore!», come esclama il discepolo amato, Giovanni. (more…)

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«Venne Gesù, stette in mezzo». Non è un semplice particolare di scena. È la modalità pasquale per eccellenza della presenza del Risorto. Vale per quanti allora lo videro, lo toccarono e mangiarono con lui, ascoltando le sue parole. Vale per noi oggi, che ci troviamo riuniti nel primo giorno della settimana. (more…)

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La pagina evangelica ci ha portato a quel mattino di Pasqua. La prima lettura, però, ci fa fare un salto in avanti. Immaginiamo di essere anche noi a casa di Cornelio, soldato romano di stanza a Cesarea. Meglio presentarlo quest’uomo, nella cui abitazione si svolge la predicazione dell’apostolo Pietro, che ogni anno ci viene proposta nel giorno di Pasqua. (more…)

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«Un vaneggiamento». Così parve agli apostoli il primo racconto del sepolcro vuoto e dell’annuncio angelico della risurrezione. In effetti, se c’è una cosa che ha un senso per tutti è la pienezza definitiva di una tomba: se anche una tomba si apre, allora non v’è più nulla di certo… (more…)

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Anche stasera nessuno potrebbe meravigliarsi se dopo questa lunga lettura dovessimo stare in silenzio. Ma quel Gesù posto nel sepolcro è solo apparentemente muto. Sulla Croce si è manifestata pienamente la Parola. (more…)

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Questa sera, verrebbe da stare in silenzio, ammutoliti davanti al gesto di Gesù. Simon Pietro ci ruba le parole: «Signore, tu lavi i piedi a me?». La risposta di Gesù è molto più profonda di quanto crediamo: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». (more…)

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