Don Agostino Clerici è l’autore di questo blog.
Nato a Rovellasca (Como) nel 1959, dottore in filosofia (1985), sacerdote della diocesi di Como dal 1991, giornalista dal 1983, direttore responsabile de Il Settimanale della diocesi di Como (dal 1999 al 2011) e parroco di Ponzate (dal 2003). La sua attività come scrittore data al 1989 quando iniziò a pubblicare alcuni saggi sul pensiero di Agostino di Ippona (La correzione fraterna in Sant’Agostino e Ama e fa’ quello che vuoi. Carità e verità nella predicazione di Sant’Agostino). Ha all’attivo numerose pubblicazioni nel campo della patristica e della spiritualità. Segnaliamo: Il Padre nostro commentato dai Padri della Chiesa (1994), Sant’Agostino.. La Chiesa. Da Eva alla città di Dio (2000), Il tesoro nel campo. Chi trova cerca (2007), Lettera di Gesù Bambino (2007), L’essenziale è visibile (2008), Incontrare il Risorto (2010).
L’ultimo libretto di Natale pubblicato per i tipi de Il Settimanale della diocesi di Como s’intitola Sogni di un dormiglione pentito.
Editorialista del Corriere di Como.
Vedi qui tutte le pubblicazioni.
Per contattare don Agostino, puoi usare la sua mail: ago.cle@libero.it





Complimenti per il tuo blog
Bravo don Agostino nel riprendere subito questo tuo importante percorso. Buon cammino.
Che bello ritrovarti!
Forza Don!!!!
grazie Don per le bellissime omelie che ci regali!!! Quando c’è da riflettere.
e’ un piacere ritrovarla don Agostino, non sapevo di questo blog.
comperavo Il Settimanale quasi quasi solo per il corsivo…..
grazie per i suoi articoli e buon lavoro
Gentile don Agostino,
è proprio vero: l’essenziale è visibile…ma se mancano gli occhi?
Non Le pare sia fondamentale oggi chiedersi perché manchi così tanto la vista?
Un cordiale saluto.
Valem.
Caro Valem,
grazie. Io direi che non mancano gli occhi, ma che sono malati. Forse abbiamo bisogno di essere guariti, ma siccome crediamo di vederci bene, non accettiamo che Gesù si incarichi di sanare i nostri occhi. Egli lo dice in modo così chiaro ai farisei che si scandalizzano della ostinazione del cieco nato che si è trovato a vedere grazie a Gesù: «siccome dite: “Noi vediamo”, il vostro peccato rimane».
Grazie ancora e continui a seguire il blog.
don Agostino
Soy de Argentina; me da mucho gusto en verdad haber dado con este blog. Estaba buscando a ciegas en internet algo sobre un libro tuyo que tengo entendido trae alguna reflexión en torno al Evangelio de Mateo, algo acerca de “encontrar y buscar”…no lo encontré aún, pero dí con este blog que me encantó.
Leer en italiano me hace ilusión, ya que sueño con conocer Italia alguna vez, así que primero lo intento en tu idioma y luego lo traduzco en la página para no perderme nada..jeje. Me encanta lo que he podido leer hasta ahora, me quedo un rato más leyendo. Vendré seguido por aquí.
Un gran saludo desde este otro lado del mar!
Analía
Grazie Analia per le tue parole che vengono dall’altro lato del mare e che mi fanno molto piacere!
Il libro che tu cerchi è la traduzione fatta in Spagna del mio volume “Il tesoro nel campo. Chi trova cerca”. Ecco gli estremi per trovarlo:
El tesoro en el campo. El que encuentra busca,(“Palabras de vida”, 1), Paulinas, Madrid 2009, pp. 114
don Agostino
Mi rifaccio alla trasmissione di questa sera su etv, don Agostino dalla conversione del cuore non si torna indietro non pensiamo che la gente crede perché vede ma ce bisogno Di infondere ancora della speranza ed il continuare a ribadire il rischio di un labile confine tra superstizione e religione mi permetta mi pare una scusante, e giusto avere un atteggiamento prudenziale ma anche Cristo, e nello scorso secolo pensiamo a padre pio non e stato creduto e mi creda che a maccio prima di rivelare quello che e accaduto sono passati anni lo dimostra il riserbo conservato dal messaggero .
Ci si avvicina al vangelo a volte anche grazie a questo, la fede non nasce dal miracolo ma lo stesso ne e a complemento, la presenza di dio nell uomo a volte prende corpo proprio attraverso esperienze mistiche che la rafforzano.
Non tutti nascono saggi, non tutti comprendono la forza del vangelo, siamo umili servitori don Agostino e questa umiltà sta nell accettare che a volte le vie del signore si aprono davanti a noi nel piu semplice dei modi , e se dopo 10 anni qualcuno forse ne ha ritenuto opportuno darne conoscenza ad altri e renderli partecipi dovrebbe essere visto come un dono da condividere . Maccio e’ molto vicino alla sua residenza si prenda un momento di pausa ed entri nel santuario uno di questi giorni.
Raffaella Lavagnino
Complimenti il tuo blog e per i suoi articoli!
Silvana, Mimmo, Giulia.
Rovellasca